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Il tecnico del Genoa: "Coda non è Messi, ma ha senso del gol e grande personalità"

Scritto da Andrea Sperti  | 

Alexander Blessin, allenatore del Genoa, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Secolo XIX parlando della sua squadra e soprattutto di Massimo Coda, ex attaccante del Lecce e fiore all’occhiello della campagna acquisti del Grifone. L'allenatore rossoblù gioca con il 433, lo stesso modulo di  Baroni, uno schema di gioco che l'attaccante campano conosce molto bene. Ecco di seguito le tue parole:

AMBIZIONI

“Voglio una squadra flessibile, in grado di giocare con moduli diversi. In questi giorni stiamo provando un 4-4-2 con due centrocampisti sulla trequarti, una sorta di 4-2-2-2, ma c'è anche il 4-2-3-1 e nei prossimi giorni lavoreremo anche sul 3-5-2. Vogliamo dettare noi i tempi del gioco, vogliamo un gioco più attivo e offensivo e di volta in volta sceglieremo il modulo con cui la squadra si troverà meglio, non vogliamo che l’avversario sappi come giocheremo. Vogliamo tornare in Serie A, ma le parole non servono, è inutile continuare a ripeterlo". 

CODA 

“Acquisto molto importante, ma Coda non è Messi, deve lavorare ancora sul piano fisico, ma s'è inserito bene. Attenzione questo non vuol dire che arrivato lui qui farà di nuovo automaticamente anche stavolta venti gol o dieci assist. Sta a noi metterlo nelle condizioni di ripetersi. Non è scontato che faccia gol, ha bisogno delle condizioni giuste. In area è fortissimo, ha un grande senso del gol, ma deve essere aiutato e supportato dalla squadra, dal gioco. Ha fatto subito vedere di avere grande personalità”.

Massimo Coda lo conosciamo bene e, soprattutto, sappiamo bene cosa può fare nel campionato di Serie B. Il centravanti di Cava ‘De Tirreni ha vinto per due anni consecutivi il titolo di capocannoniere ma il tecnico del Genoa dovrà essere bravo a metterlo nelle migliori condizioni per farlo esprimere al meglio e permettergli di vincere nuovamente la classifica cannonieri. 


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