Olio extravergine, a Lecce vale 4,20 euro al chilo: perché gli agricoltori protestano
Le ultime quotazioni ISMEA fotografano il mercato all'origine. A Bitonto circa 300 agricoltori sono scesi in strada contro il calo dei prezzi e l'aumento dei costi.
L'olio extravergine di oliva sulla piazza di Lecce è quotato 4,20 euro al chilo. È il dato più recente pubblicato da ISMEA, riferito al 1° ottobre 2026, e aiuta a capire perché in Puglia il tema del prezzo dell'olio sia tornato al centro del confronto tra agricoltori e istituzioni.
La cifra riguarda il prezzo all'origine, quindi il valore rilevato nella fase produttiva, e non il prezzo della bottiglia acquistata dal consumatore al supermercato o in frantoio.
Olio extravergine a Lecce: la quotazione è 4,20 euro al chilo
Secondo le ultime rilevazioni di ISMEA Mercati, il 1° ottobre sulla piazza di Lecce l'olio extravergine di oliva non specificato era quotato 4,20 euro al chilo, franco azienda.
Nella stessa rilevazione l'olio vergine risultava a 3,20 euro al chilo e il lampante a 2,90 euro.
Il dato dell'extravergine è rimasto invariato rispetto alla settimana precedente, ma il confronto con metà settembre mostra un livello più basso: il 17 settembre la quotazione leccese era infatti di 4,60 euro al chilo. In circa due settimane il valore rilevato è quindi sceso di 40 centesimi, poco meno del 9%.
Attenzione: non è il prezzo dell'olio al supermercato
Il dato da 4,20 euro può facilmente creare confusione. Le quotazioni ISMEA sono prezzi alla produzione e non corrispondono al prezzo finale della bottiglia.
Tra il valore all'origine e quello pagato dal consumatore incidono infatti trasformazione, confezionamento, logistica, distribuzione, margini commerciali, caratteristiche qualitative, certificazioni e fiscalità.
Il numero serve quindi soprattutto per capire quanto viene riconosciuto al prodotto nella fase iniziale della filiera.
La protesta degli olivicoltori a Bitonto
Il 5 ottobre circa 300 agricoltori hanno partecipato a un presidio sulla provinciale 231, nell'area di Bitonto, promosso dal Comitato Rivolta Olivicoltori.
Secondo quanto riferito dai manifestanti, il prezzo dell'olio sarebbe sceso nell'ultimo periodo da circa 9 a circa 4 euro al chilo, mentre sono aumentati i costi legati a gasolio, concimi, sementi e raccolta. Gli agricoltori chiedono il riconoscimento dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario e un piano nazionale di sostegno.
Quanto vale l'olio nelle altre piazze pugliesi
Le rilevazioni ISMEA mostrano valori molto vicini anche nel resto della regione. Al 1° ottobre l'extravergine risultava a 4,20 euro al chilo anche a Brindisi e Taranto, mentre Foggia era a 4 euro. L'ultima quotazione disponibile per Bari, datata 28 settembre, era invece di 4,55 euro al chilo.
Il quadro conferma quindi che il tema dei prezzi non riguarda soltanto il Barese, dove si è svolta la protesta, ma interessa l'intero comparto pugliese.
Perché il dato interessa particolarmente il Salento
Nel Salento l'olivicoltura arriva da anni segnati dalla Xylella e da una profonda trasformazione del paesaggio agricolo. Nuovi impianti con varietà resistenti stanno provando a ricostruire una capacità produttiva compromessa dall'epidemia.
In questo contesto, il livello delle quotazioni diventa decisivo per capire la sostenibilità economica delle aziende che stanno investendo nella ripartenza.
Su PianetaLecce abbiamo approfondito anche la storia dell'ulivo nel Salento, le varietà locali e la rinascita dopo la Xylella.
Le prossime rilevazioni diranno se la quotazione dell'extravergine sulla piazza di Lecce resterà stabilmente intorno ai 4,20 euro o se l'avvio della nuova campagna olivicola produrrà ulteriori movimenti.

