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In una delle sue pillole postate sui social qualche settimana fa, Giorgio Dell’Arti, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e storico italiano, ha osservato con lucidità un fenomeno presente nel calcio italiano, ma che spesso passa inosservato.  "Sette squadre hanno la proprietà collocata in Delaware, negli Stati Uniti", dice Dell'Arti, che sottolinea immediatamente l'aspetto fiscale della cosa. In Delaware, infatti, "non si pagano tasse praticamente, con 300 dollari forfettizzati all’anno stai a posto".

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Delaware: un paradiso fiscale

Il First State è spesso ritenuto un paradiso fiscale a stelle e strisce in cui aziende straniere hanno una tassazione agevolata ma anche burocrazia più “leggera” e anonimato garantito. 

Sette squadre in Delaware: ecco quali sono  

L’elenco è emblematico: Atalanta, Bologna, Fiorentina, Inter, Milan, Roma e Verona sono le società che hanno in comune una proprietà straniera e statunitense, e che hanno la proprietà collocata nello stato in questione. "Apparentemente queste società stanno in Italia, ma in realtà la proprietà formale è in Delaware dove non si pagano le tasse", prosegue Dell'Arti

Il problema dei paradisi fiscali

Nel 2019 il Sole 24 Ore già poneva l'accento sul fatto che moltissimi club europei (non solo italiani) avessero una predilezione verso i paradisi fiscali, citando The Offshore Game. Questi paradisi venivano e vengono scelti per ottenere vantaggi economici e gestionali, non solo permette di ridurre o evitare tasse, ma consente anche di proteggere la reale struttura societaria, facilitando una gestione discrezionale dei fondi e, in alcuni casi, pratiche irregolari come abusi fiscali o elusione di regole di fair play finanziario. Ovviamente, non è detto che i club in questione facciano uso di paradisi fiscali per mettere in atto pratiche irregolari, ma si mette l'accento sull'opacità della cosa.

Dal globale al locale

Questo divario crea un evidente squilibrio competitivo. Squadre come il Lecce, che mantengono proprietà italiane e locali, non hanno questi vantaggi e pertanto si trovano a dover competere contro realtà ben più ricche, ma anche agevolate. Un vero e proprio scontro tra Davide e Golia, dove i Golia, però, sono più di uno.

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