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di Tommaso Miceli

Ormai sono anni che il Lecce predilige il modulo 4-5-1, ma il modulo non dovrebbe essere un dogma; anzi, dovrebbe essere adattato — "rimodulato", appunto — in base alle caratteristiche dei calciatori di cui si dispone.

Il tabellino dei gol fatti (12 in 18 partite) ci dice che la campagna acquisti del Lecce di quest’anno non è stata oculata per ciò che concerne il reparto attaccanti: Stulic è troppo statico e Camarda ancora acerbo. In questi casi, sarebbe opportuno inventarsi qualcosa per poter migliorare la forza offensiva di un collettivo che appare solido in fase di non possesso e dotato di un buon palleggio nella fase di costruzione, ma poco incisivo negli ultimi 20 metri.

Personalmente, confermando la linea difensiva vista contro la Roma, io penserei a un centrocampo con quattro uomini di qualità schierati a rombo: Ramadani in regia, Maleh e Berisha interni, Helgason trequartista. Questo è sicuramente un centrocampo che può garantire ottimo palleggio e creatività offensiva; oltre a ciò, garantisce la giusta copertura in fase di non possesso, essendo tutti giocatori dinamici e grintosi. Bisogna liberarsi dall’ossessione di avere per forza un incontrista per proteggere la difesa… ogni riferimento al macchinoso Kaba è voluto.

In attacco si potrebbero schierare Banda e Sottil: due "piccoletti" dotati di tecnica, velocità e dribbling, che possono garantire un attacco vivace e incisivo.

Forza Lecce! Se Di Francesco seguirà i miei consigli, la salvezza la raggiungeremo in surplace…

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