Banda e la “gabbia” di Lecce: storia di un dramma mai esistito
I fatti smentiscono le accuse: a Lecce Banda ha trovato solo tutela, cure e massima fiducia. Resta l'amarezza per un silenzio che spazza via anni di rispetto e gratitudine
Lameck Banda e la sua complessa vicenda contrattuale continuano a tenere con il fiato sospeso i tifosi del Lecce, attenti agli sviluppi di una storia che si snoda tra indiscrezioni africane, notizie mediorientali e le ferme posizioni del club salentino. La situazione appare intricata, pur partendo da presupposti giuridici lineari: nel 2022 il calciatore ha sottoscritto un contratto quadriennale che prevedeva un'opzione unilaterale di rinnovo per un quinto anno a favore dell'US Lecce, una clausola standard che la società ha semplicemente scelto di esercitare nei tempi e nei modi previsti.
A far discutere sono soprattutto le recenti ricostruzioni diffuse da fonti vicine al giocatore, che dipingono un quadro di presunto disagio e lamentano trattamenti economici non adeguati, arrivando a definire la permanenza nel Salento come una vera e propria gabbia, e nemmeno dorata. Si tratta di affermazioni che stridono fortemente con la realtà dei fatti e con la storia recente del calciatore a Lecce.
Senza bisogno di ricorrere ad alcuna fonte ben informata per raccontarlo, sono i fatti stessi a parlare con chiarezza: nei suoi quattro anni in giallorosso, Banda si è assentato per oltre 280 giorni a causa di molteplici infortuni. Durante questo lungo periodo è stato sempre curato, assistito e fatto operare a complete spese della società, che non ha mai fatto mancare il proprio supporto umano e finanziario, corrispondendo regolarmente lo stipendio e perfino i premi salvezza conquistati sul campo dai suoi compagni.
Solo nella seconda parte dell'ultima stagione l'esterno dello Zambia è riuscito a ripagare quella fiducia con prestazioni di rilievo, dimostrando il valore che la dirigenza aveva intravisto in lui.
Ma proprio sul più bello ha deciso di voltare le spalle a un'intera piazza che lo ha sostenuto e coccolato nei momenti più bui. Banda non sa (e non lo saprà mai, visto che ha scelto di chiudersi nel silenzio verso la società che negli ultimi quattro anni gli ha fatto da famiglia) che il Lecce, proprio come sta facendo con l'ottimo Antonino Gallo, probabilmente avrebbe voluto premiarlo e fidelizzarlo con un rinnovo e un adeguamento d'ingaggio.
Resta l'amaro in bocca per una gratitudine spazzata via troppo in fretta: buona vita, Lameck.



