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Simone Zanon va inquadrato come giocatore di fascia, utilizzato come difensore destro e/o esterno di centrocampo. La sua heatmap stagionale è bollente: intensità alta lungo tutta la corsia di competenza.

I suoi numeri offensivi non raccontano un incursore o un rifinitore, ma un esterno che partecipa all’azione senza essere il terminale: pochi tiri, poche conclusioni nello specchio, produzione moderata di assist e passaggi chiave. In compenso, emergono dati più da giocatore di catena: presenza, continuità, duelli, contrasti, intercetti, e una gestione del pallone funzionale.


Che tipo di esterno è: più “equilibrio” che strappo

Zanon non è un’ala da uno contro uno continuo, né un terzino esclusivamente di spinta. È più vicino a un esterno che dà equilibrio tra i reparti:

– garantisce ampiezza e copertura sulla corsia
– accompagna l’azione con scelte a basso rischio
– tende a privilegiare il passaggio semplice e la continuità di manovra
– senza palla lavora in modo ordinato su scivolamenti e chiusure

Questa natura lo rende potenzialmente utile in squadre che vogliono restare compatte e ridurre le transizioni con il lato debole scoperto.


Dove può collocarsi nel 4-2-3-1 del Lecce

Nel 4-2-3-1 del Lecce, le opzioni credibili sono due. Potrebbe giocare come alternativa a Danilo Veiga. Questa sarebbe la collocazione più lineare perché da terzino destro può dare maggiore copertura posizionale e una gestione conservativa in alcune fasi del match.

In questa versione, il Lecce avrebbe un terzino che non vive solo di sovrapposizioni, ma anche di letture e presenza difensiva, utile contro esterni avversari forti o in partite da proteggere.

In alcune occasioni, potrebbe fungere anche da ala tattica. Zanon può anche essere adattato più avanti come esterno destro con la premessa che non sarà lui a creare le condizioni per la superiorità numerica.

In quel ruolo può aiutare a dare equilibrio abbassandosi senza palla, schermando l'uscita avversaria e dando densità e copertura alla catena di destra. È un’opzione a cui potrà ricorrere Di Francesco quando serve compattezza, disciplina e protezione del lato, non quando serve spregiudicatezza con dribbling e rifinitura.

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