Napoli-Lecce 2-1: possesso e volume per gli azzurri, ma i giallorossi creano di più
Le statistiche della gara raccontano una partita diversa dal semplice risultato: il Napoli domina il possesso, ma il Lecce produce più occasioni nitide.
Napoli-Lecce 2-1: le statistiche della partita
Il match del Maradona tra Napoli e Lecce, terminato 2-1 per i partenopei, presenta numeri piuttosto interessanti. La squadra di casa ha controllato il gioco per lunghi tratti, mentre il Lecce ha creato le occasioni più pericolose.
Il dato più evidente riguarda il possesso palla, nettamente favorevole al Napoli con il 70% contro il 30% del Lecce. Gli azzurri hanno costruito la loro partita attraverso una lunga circolazione, totalizzando 602 passaggi contro i 245 dei salentini.
Nonostante ciò, il Lecce ha prodotto situazioni offensive di maggiore qualità. I giallorossi hanno infatti collezionato 2 grandi occasioni contro 1 del Napoli, dimostrando maggiore pericolosità nelle transizioni e nelle azioni verticali.
Il Napoli ha comunque prodotto un volume offensivo superiore in termini di presenza nella metà campo avversaria. Gli uomini di Conte hanno registrato 27 tocchi nell’area del Lecce contro 16, segnale di una pressione costante nella fase offensiva.
Dal punto di vista difensivo il Lecce ha dovuto lavorare molto di più. I salentini hanno effettuato 24 chiusure difensive e 20 contrasti totali, numeri superiori a quelli del Napoli, segno di una partita giocata per lunghi tratti in fase di contenimento.
Un dato che racconta bene la partita riguarda anche i tiri in porta: il Napoli ne ha effettuati 4, mentre il Lecce si è fermato a 2, pur arrivando con maggiore frequenza a situazioni pericolose.
Nel complesso emerge una gara in cui il Napoli ha imposto ritmo e controllo del pallone, mentre il Lecce ha cercato di colpire soprattutto nelle ripartenze e nelle situazioni più dirette.
Napoli-Lecce: tutte le statistiche
Panoramica generale
| Statistica | Napoli | Lecce |
|---|---|---|
| Possesso palla | 70% | 30% |
| xG (gol attesi) | 1.30 | 0.76 |
| Grandi occasioni | 1 | 2 |
| Tiri totali | 12 | 12 |
| Tiri in porta | 4 | 2 |
| Parate | 1 | 2 |
| Calci d’angolo | 7 | 7 |
| Falli | 11 | 7 |
| Passaggi | 602 | 245 |
| Contrasti | 18 | 20 |
| Calci di punizione | 7 | 11 |
| Cartellini gialli | 0 | 1 |
Attacco
| Statistica | Napoli | Lecce |
|---|---|---|
| Tocchi in area avversaria | 27 | 16 |
| Grandi occasioni segnate | 1 | 1 |
| Grandi occasioni mancate | 0 | 1 |
| Falli nel terzo offensivo | 1 | 4 |
Tiri
| Statistica | Napoli | Lecce |
|---|---|---|
| Tiri totali | 12 | 12 |
| Tiri in porta | 4 | 2 |
| Tiri fuori | 6 | 6 |
| Tiri respinti | 2 | 4 |
| Tiri in area | 7 | 8 |
| Pali / traverse | 0 | 0 |
Passaggi
| Statistica | Napoli | Lecce |
|---|---|---|
| Passaggi precisi | 528 | 184 |
| Precisione passaggi | 81% | 61% |
| Passaggi nel terzo offensivo | 104/129 (81%) | 42/69 (61%) |
| Palle lunghe riuscite | 19/32 (59%) | 17/45 (38%) |
| Cross riusciti | 3/18 (17%) | 6/22 (27%) |
| Rimesse laterali | 24 | 23 |
| Ingressi nel terzo offensivo | 46 | 43 |
Duelli e contrasti
| Statistica | Napoli | Lecce |
|---|---|---|
| Contrasti vinti | 46% | 54% |
| Palle perse | 7 | 13 |
| Contrasti a terra | 31/69 (45%) | 38/69 (55%) |
| Duelli aerei | 15/30 (50%) | 15/30 (50%) |
| Dribbling riusciti | 6/19 (32%) | 8/13 (62%) |
Difesa
| Statistica | Napoli | Lecce |
|---|---|---|
| Contrasti vinti | 50% | 80% |
| Contrasti totali | 18 | 20 |
| Intercetti | 7 | 5 |
| Recuperi | 48 | 37 |
| Chiusure difensive | 16 | 24 |
| Errori che portano al tiro | 1 | 0 |
Portieri
| Statistica | Napoli | Lecce |
|---|---|---|
| Parate | 1 | 2 |
| Gol evitati | -0.41 | -0.79 |
| Grandi parate | 1 | 0 |
| Prese alte | 2 | 0 |
| Pugni | 1 | 3 |
| Rimesse dal fondo | 9 | 11 |
Perché il Lecce ha prodotto di più e con più qualità
Il dato apparentemente contraddittorio della partita — 70% di possesso al Napoli ma più grandi occasioni per il Lecce — si spiega con il modo in cui le due squadre hanno costruito le loro azioni.
La squadra di Antonio Conte ha gestito a lungo il pallone, accumulando 602 passaggi contro i 245 del Lecce e mantenendo il controllo territoriale della gara. Questo dominio però è stato soprattutto posizionale, fatto di circolazione e consolidamento nella metà campo avversaria. Il Napoli ha infatti registrato 27 tocchi nell’area del Lecce, segnale di una pressione costante ma non sempre accompagnata da conclusioni realmente pericolose.
Il Lecce, al contrario, ha giocato una partita molto più diretta. Con solo il 30% di possesso, i giallorossi hanno puntato su recuperi e ripartenze, cercando di attaccare gli spazi lasciati dal Napoli quando la squadra di casa saliva con molti uomini. Questo approccio ha prodotto 2 grandi occasioni contro 1 del Napoli, pur con un numero identico di tiri totali (12 a testa).
Un altro elemento che spiega la differenza riguarda la zona di tiro. Il Lecce ha calciato 8 volte dall’interno dell’area contro 7 del Napoli, segno che le occasioni create erano spesso più vicine alla porta. Il Napoli ha invece costruito molte azioni che si sono fermate prima dell’ultimo passaggio o si sono concluse con tentativi meno pericolosi.
Anche i dati sui duelli raccontano qualcosa di simile. Il Lecce ha vinto il 54% dei contrasti e ha avuto una percentuale di dribbling riusciti molto più alta (62% contro 32%), numeri che indicano una squadra capace di essere più incisiva nelle situazioni individuali quando riusciva a uscire dalla pressione.
Il Napoli, dunque, ha controllato la partita attraverso il possesso, mentre il Lecce ha provato a massimizzare le poche fasi offensive con attacchi più verticali. Il risultato finale ha premiato la squadra di casa, ma le statistiche mostrano una gara meno sbilanciata di quanto suggerisca il dominio nel possesso palla.

