A mente fredda: 5 cose su Lecce-Monza
L'analisi sul match tra giallorossi e brianzoli terminato 3 a 2 per la formazione di casa
Lecce-Monza è storia. Una storia a lieto fine per la formazione allenata da Eusebio Di Francesco, che ha ottenuto 3 punti preziosi per il suo cammino verso la salvezza.
Oggi, in questo spazio, proveremo ad analizzare la gara in 5 punti, per sviscerare gli argomenti cardine venuti fuori da un match ben giocato ma anche sofferto.
Ancora troppe occasioni
Nonostante la vittoria, il Lecce ha concesso ancora troppe occasioni agli avversari, soprattutto nella prima frazione di gioco. La difesa non è riuscita sempre ad arginare le folate offensive della squadra allenata da Juric ed ha rischiato di subire altri gol oltre a quelli concessi.
Un centrocampo equilibrato
Ilic sugli scudi, sempre a richiedere il pallone con personalità ed a giocarlo con qualità. Accanto a lui Maleh e Coulibaly, due equilibratori nati, due giocatori capaci di correre per 10 e di trovare anche lo spunto giusto in zona gol. Il primo ieri lo ha sfiorato, mentre il secondo ha realizzato la prima doppietta della sua carriera.

2 vittorie negli scontri diretti
Il Lecce vince e lo fa ancora una volta negli scontri diretti. Dopo Venezia, battuto il Monza in una sfida che si preannunciava tutt'altro che semplice. La squadra di Di Francesco, salvo per la debacle di Cagliari, dimostra di essere sempre centrata ed all'altezza nelle sfide contro le dirette concorrenti.
Attacco spuntato
Ancora difficoltà offensive per l'attacco, che pure ieri non è riuscito ad incidere come dovrebbe. Monteiro è parso ancora fuori dai meccanismi offensivi, mentre Stulic ha svolto parecchio lavoro sporco senza però incidere. N'Dri e Pierotti hanno fornito prestazioni sufficienti e poco più.
Reazione di squadra
Quello che ci prendiamo davvero di buono dalla sfida contro il Monza è la reazione di e da squadra che ha avuto il Lecce dopo la sconfitta di Cagliari. La compagine salentina ha combattuto insieme e si è dimostrata gruppo unito, anche dopo i gol festeggiati da tutti gli undici in campo. Qualche battuta a vuoto all'inizio è naturale e pure necessaria, ma l'importante è ritrovarsi ed andare tutti nella stessa direzione.

