Cheddira, il precedente con Di Francesco e il ruolo da “alter ego” di Stulic
Numeri, utilizzo tattico e limiti dell’attaccante nella stagione 2023/24 al Frosinone
Walid Cheddira non è un nome nuovo per Eusebio Di Francesco. Di lui se ne sta parlando in queste ore come possibile acquisto del Lecce nel mercato invernale. La stagione 2023/24 al Frosinone, vissuta proprio sotto la guida dell’attuale allenatore dei giallorossi, rappresenta il riferimento più attendibile per capire che tipo di attaccante potrebbe arrivare in giallorosso e perché il suo profilo viene oggi letto come possibile alter ego di Stulic all’interno del sistema offensivo.
- Una stagione di piena centralità
- Produzione offensiva: volume alto, efficacia limitata
- Partecipazione al gioco e mobilità offensiva
- Lavoro senza palla e fase difensiva
- Disciplina e affidabilità
- Lettura complessiva: perché può essere l’alter ego di Stulic
- Uno sguardo alla stagione in corso
- Dati generali e identikit del giocatore
- Che tipo di operazione sarebbe per il Lecce
Una stagione di piena centralità
Nel 2023/24 Cheddira ha vissuto la stagione di massima esposizione in Serie A per continuità, minutaggio e responsabilità tattiche. Ha collezionato 39 presenze complessive, di cui 36 in campionato e 3 in Coppa Italia, per un totale di 2333 minuti giocati (2142 in Serie A).
I voti medi di quella stagione restituiscono l’immagine di un titolare stabile e affidabile, inserito piuttosto bene nel sistema di Di Francesco.
Produzione offensiva: volume alto, efficacia limitata
In Serie A Cheddira ha realizzato 7 gol, ai quali si aggiunge 1 rete in Coppa Italia. Il dato va però letto insieme alle statistiche avanzate:
- xG Serie A: 9,01
- gol segnati: 7
- Underperformance di circa 2 gol
Il volume di occasioni non è mancato, ma l’efficacia sotto porta sì. I 60 tiri complessivi, con 28 nello specchio, e soprattutto le 10 grandi occasioni mancate, spiegano il divario tra produzione attesa e gol reali. È qui che emergono i limiti di Cheddira come finalizzatore puro.
Partecipazione al gioco e mobilità offensiva
Cheddira non è stato un attaccante statico. Nel Frosinone di Di Francesco è stato spesso utilizzato in modo dinamico, con movimenti fuori area e attacchi dello spazio:
- assist: 1
- xA: 0,68
- xGI: 9,70
- partecipazioni a gol: 8
I 16 passaggi chiave e i 12 dribbling riusciti descrivono un attaccante coinvolto nella manovra in modo continuo, ma non centrale nella rifinitura. Un profilo funzionale al sistema più che alla giocata risolutiva.
Lavoro senza palla e fase difensiva
Uno degli aspetti più apprezzati da Di Francesco è stato il lavoro senza palla. Cheddira ha garantito intensità, pressing e presenza nei duelli:
- 12 contrasti
- 5 intercetti
- 40 duelli aerei vinti
- 12 dribbling subiti
Il dato sui duelli aerei è particolarmente alto per un attaccante e spiega perché fosse spesso utilizzato come riferimento anche in uscita lunga. Non un centravanti statico, ma una prima linea mobile e fisica, coerente con un calcio verticale e aggressivo.
Disciplina e affidabilità
La stagione è stata pulita dal punto di vista disciplinare:
- 1 cartellino giallo
- 0 espulsioni
- 0 errori che hanno portato a gol
Un profilo affidabile, raramente dannoso e sempre all’interno del contesto tattico richiesto.
Lettura complessiva: perché può essere l’alter ego di Stulic
Non un bomber, ma un attaccante funzionale, che rende se inserito in un contesto chiaro, verticale e ad alta intensità. In questo senso il paragone con Stulic è coerente: non risolutori puri, ma giocatori funzionali a dare ritmo, mobilità e soluzioni all’attacco.
La stagione 2023/24 resta il punto più alto della carriera di Cheddira per continuità e responsabilità, ma anche quella in cui emergono con chiarezza i suoi limiti sotto porta, che ne definiscono il profilo reale e l’utilizzo ideale.
Uno sguardo alla stagione in corso
Dopo l’annata vissuta a Frosinone, la stagione attuale rappresenta per Cheddira una fase di transizione e ridefinizione del ruolo. L’utilizzo meno continuo e un contesto tecnico differente hanno ridotto la centralità vista nel 2023/24, ma non hanno cancellato le caratteristiche che ne avevano fatto un elemento importante nel sistema di Di Francesco.
Nelle presenze accumulate finora, Cheddira è stato impiegato anche in posizione più laterale, come attaccante esterno, confermando una certa duttilità ma perdendo inevitabilmente incisività in zona gol. Un dato coerente con il suo profilo: più efficace quando può attaccare la profondità e lavorare negli spazi centrali, meno quando è chiamato a rifinire o a giocare spalle alla porta in modo continuativo.
Dati generali e identikit del giocatore
Al di là dei numeri stagionali, Cheddira resta un attaccante che presenta alcune caratteristiche piuttosto definite: alto volume di partecipazione al gioco, disponibilità al pressing e al lavoro senza palla, buona presenza nei duelli, anche aerei, finalizzazione discontinua, soprattutto rispetto al volume di occasioni create.
Il suo rendimento tende a migliorare in squadre che giocano in modo verticale, non proprio il gioco attuale del Lecce, anche se con il rientro di Berisha le cose potrebbero cambiare, e in squadre che richiedono intensità alla prima linea offensiva.
Che tipo di operazione sarebbe per il Lecce
In un’eventuale operazione in chiave Lecce, Cheddira non andrebbe letto come un centravanti chiamato a risolvere da solo le partite, ma come un attaccante funzionale al sistema, capace di alternarsi, di occupare più zone del campo e di sostenere il ritmo offensivo.
Il parallelo con Stulic nasce proprio da questo: non profili dominanti per numeri puri, ma giocatori che possono far funzionare l’attacco se inseriti in un contesto chiaro, con compiti definiti e un’idea precisa di gioco.






