Svantaggio uguale sconfitta: la formula che sta condizionando il campionato del Lecce
Ogni volta che passano in svantaggio i giallorossi perdono la partita
In questo campionato c’è una costante riguardante il Lecce che inizia a preoccupare. Stiamo parlando dell’incapacità dei giallorossi di recuperare da situazioni di svantaggio.
13 volte su 21
Nelle prime 21 partite di campionato, la formazione di Di Francesco è passata in svantaggio durante la partita ben 13 volte. Ecco, Falcone e compagni sono riusciti a riagguantare il punteggio in una sola occasione, contro il Bologna grazie al colpo di testa in pieno recupero da parte di Francesco Camarda.
Per il resto, soltanto rincorse ed affanni che, però, non hanno portato concretamente a nulla, con la squadra salentina che si è dovuta poi arrendere allo svantaggio.
È accaduto contro il Milan sia all’andata che al ritorno e contro Atalanta, Cagliari, Udinese, Napoli, Lazio, Cremonese, Inter, Como, Roma e Parma. Una volta sotto poche reazioni e quasi una rassegnazione collettiva al punteggio.

È un problema fisico?
Nel secondo tempo il Lecce cala. Lo ha dimostrato contro Inter e Milan - in queste due sfide la formazione giallorossa ha poco a poco abbassato il proprio baricentro pensando solamente a difendere - ma anche nelle ultime uscite con Parma e Roma.
Si va sotto nel punteggio, ed in Serie A ad una squadra come il Lecce può capitare, e la partita finisce. Manca la forza della reazione e probabilmente anche una condizione atletica che permetta ai salentini di vivere le fasi finali della partita all’arrembaggio, alla ricerca del gol del pareggio.
È un limite mentale?
Ci si può interrogare anche se questa squadra abbia o no la forza mentale per andare alla ricerca del pari. O, meglio, non abbia la cattiveria giusta per spingere fino alla fine, facendosi invece demoralizzare dall'andamento della partita. Probabilmente manca esperienza in tal senso, ma questa si acquisisce scendendo in campo ed alla fine del girone d'andata ci aspettavamo un cambio di passo in tal senso.
Il Lecce, a San Siro contro Milan ed Inter, ha creato poco sia prima che dopo il vantaggio delle avversarie. Non si è reso protagonista di un finale all'attacco nemmeno dopo aver subito il gol e non può andare bene per una squadra che deve costruire la salvezza anche su piccoli grandi risultati.
Anche contro il Parma, seppur in 10, dopo il vantaggio ospite la partita è terminata. Nessuna occasione, nessuno spiovente in area a cercare la spizzata di qualcuno, nessuna ricerca disperata del gol. Niente.
Nelle prossime 17 gare, quindi, vorremmo vedere un Lecce più arrembante, più coraggioso, più aggrappato al risultato finale. In fondo, è così che ci si salva.



