Lecce-Monza, che squadra è quella di Juric: aggressiva e verticale, ma concede molto
Domenica 13 settembre alle 15 il Lecce ospita al Via del Mare il Monza. I brianzoli hanno raccolto un punto nelle prime tre giornate, ma le statistiche raccontano una squadra più insidiosa di quanto dica la classifica
Il prossimo avversario del Lecce sarà il Monza di Ivan Juric. La sfida si giocherà domenica 13 settembre alle ore 15 al Via del Mare e metterà di fronte due squadre alla ricerca di risposte dopo un avvio di campionato complicato.
La classifica racconta di un Monza con un punto dopo tre giornate, ottenuto domenica scorsa con l'1-1 sul campo del Parma. Prima erano arrivate le sconfitte per 4-1 contro l'Inter e 3-2 in casa con l'Udinese. In mezzo, però, i brianzoli hanno eliminato il Torino dalla Coppa Italia vincendo 1-0 in trasferta. I risultati quindi non sono ancora positivi, ma il Monza delle ultime uscite sta mostrando segnali di crescita.
- Come arriva il Monza alla partita contro il Lecce
- Il Monza di Juric: 3-4-2-1, pressione e marcature uomo contro uomo
- Le statistiche: poco possesso, ma non è una squadra rinunciataria
- Tanti attacchi alla profondità: il dato del fuorigioco è indicativo
- Il Monza crea più di quanto segni
- Robinson è la novità, Colpani resta il giocatore da controllare
- Il problema principale è la fase difensiva
- Il limite nei duelli
- Perché può essere una partita adatta agli esterni del Lecce
- Monza in emergenza: diversi giocatori da valutare
- Che Monza deve aspettarsi il Lecce
Come arriva il Monza alla partita contro il Lecce
Il dato più interessante riguarda proprio le ultime due trasferte. Contro il Torino in Coppa Italia il Monza ha giocato una partita di personalità, creando diverse occasioni e colpendo anche i legni prima di conquistare la qualificazione. A Parma, invece, la formazione di Juric è passata in vantaggio con Jay Robinson, ha sfiorato più volte il secondo gol e ha poi subito il pareggio nella ripresa.
Anche la lettura della partita del Tardini conferma un dato: il Monza non è una squadra costruita per aspettare passivamente l'avversario. Nel primo tempo contro il Parma ha pressato alto, cercato riferimenti uomo contro uomo e provato a sviluppare rapidamente l'azione dopo il recupero del pallone.
La sfida del Via del Mare arriva quindi in un momento nel quale i brianzoli sembrano aver cominciato ad assimilare meglio le idee del nuovo allenatore.
Il Monza di Juric: 3-4-2-1, pressione e marcature uomo contro uomo
Il riferimento tattico è quello tradizionale delle squadre allenate da Ivan Juric. Il sistema di partenza è generalmente il 3-4-2-1, con la possibilità di trasformarlo in 3-4-1-2 o in una struttura più offensiva a seconda degli interpreti.
Il principio resta però lo stesso: pressione intensa senza palla, marcature orientate sull'uomo e ricerca immediata della verticalità una volta riconquistato il possesso. Un'importanza particolare viene affidata agli esterni, chiamati a garantire ampiezza e corsa.
È un modello che può creare problemi soprattutto alle squadre che faticano ad uscire dalla pressione iniziale. I giallorossi dunque sono chiamati a superare la prima pressione senza perdere palloni nella propria metà campo.
Le statistiche: poco possesso, ma non è una squadra rinunciataria
I numeri delle prime tre giornate descrivono abbastanza chiaramente il Monza.
Il possesso medio è soltanto del 45%. Non siamo quindi davanti a una squadra interessata a controllare le partite attraverso lunghi possessi.
Il dato dei passaggi rafforza questa impressione:
- 308 passaggi precisi a partita
- 82,4% di precisione complessiva
- 92,8% nella propria metà campo
- appena 74% nella metà campo avversaria
Il Monza riesce a gestire bene il pallone quando costruisce dal basso, ma diventa molto più diretto quando supera la metà campo. Non cerca necessariamente la perfezione tecnica negli ultimi trenta metri, prova piuttosto ad arrivarci velocemente.
Tanti attacchi alla profondità: il dato del fuorigioco è indicativo
Un numero particolarmente interessante è quello dei 5,3 fuorigioco a partita. È un dato molto alto in termini assoluti e racconta una squadra che cerca continuamente di attaccare lo spazio dietro la linea difensiva.
Gli uomini offensivi di Juric vengono invitati a partire in profondità e anche gli esterni partecipano molto allo sviluppo. Non a caso il Monza produce mediamente 5,7 cross precisi a partita, con una percentuale del 31,5%. Per Tiago Gabriel e compagni sarà quindi fondamentale controllare soprattutto i movimenti alle spalle dei terzini e le corse degli uomini che accompagnano l'attaccante centrale.
Il Monza crea più di quanto segni
Il Monza produce 12,7 tiri a partita, dei quali 4,3 nello specchio, e soprattutto 3,7 grandi occasioni per gara. Numeri che non sono quelli di una squadra completamente sterile. Naturalmente ha manifestato molti problemi nella conversione di tutta questa mole di gioco.
Il Monza segna 1,3 gol a partita, ma registra contemporaneamente circa 3 grandi occasioni fallite per gara. In sostanza, la squadra di Juric riesce ad arrivare con una certa frequenza nelle zone pericolose ma non sta trasformando in gol una parte consistente delle occasioni prodotte.
Robinson è la novità, Colpani resta il giocatore da controllare
Il nome nuovo delle ultime settimane è Jay Robinson. Il giovane inglese ha segnato a Parma con un destro a giro e aveva già mostrato qualità anche contro il Torino, quando aveva colpito un palo. Dopo le ultime prestazioni reclama inevitabilmente maggiore spazio nell'undici titolare.
Resta centrale anche Andrea Colpani, utilizzabile alle spalle della punta e capace di muoversi tra le linee. Juric può inoltre sfruttare Dany Mota, autore del gol decisivo contro il Torino, mentre sulle fasce Birindelli e Mangas garantiscono corsa e presenza offensiva.
Contro il Parma, nel finale, Juric ha addirittura avanzato Folorunsho da centravanti, un'indicazione della possibilità di modificare struttura e riferimenti offensivi durante la partita.
Il problema principale è la fase difensiva
Se davanti il Monza produce più di quanto raccontino i risultati, dietro i numeri sono decisamente meno incoraggianti. Nelle prime tre giornate di Serie A ha incassato 8 reti, una media di 2,7 gol subiti a partita, senza ancora mantenere la porta inviolata.
Ma c'è soprattutto un dato che deve interessare il Lecce: nelle statistiche delle prime tre giornate risultano tre errori individuali che hanno portato direttamente a un gol avversario. Praticamente uno a partita.
Il Monza recupera molti palloni — 51 a gara — e registra 14,3 intercetti, quindi prova effettivamente ad aggredire e spezzare la manovra avversaria. Quando però la prima pressione viene superata, la struttura può diventare vulnerabile.
Il limite nei duelli
Altro elemento significativo: il Monza vince soltanto il 47,8% dei contrasti complessivi. A terra la percentuale scende al 46,8%, mentre nei duelli aerei arriva al 50%. Per una squadra che costruisce buona parte della propria identità sulla marcatura individuale questo rappresenta un dato rilevante.
Il sistema di Juric porta inevitabilmente molti giocatori ad accettare duelli diretti. Quando vengono vinti, il Monza recupera rapidamente il pallone e può ripartire. Quando vengono persi, però, si aprono spazi importanti alle spalle del primo uomo saltato.
È probabilmente una delle zone nelle quali il Lecce potrebbe cercare di colpire.
Perché può essere una partita adatta agli esterni del Lecce
Dal punto di vista tattico la partita potrebbe offrire situazioni interessanti soprattutto sulle fasce. Il Monza porta gli esterni molto avanti e difende spesso in maniera aggressiva sull'uomo. Se il Lecce riuscisse a superare la pressione iniziale con una giocata pulita, potrebbe trovare campo per Monteiro, Fatah, N'Dri o Pierotti negli uno contro uno e nelle corse in profondità.
Servirà però una qualità nella prima costruzione molto superiore a quella vista in alcuni momenti contro il Cagliari. Perdere palloni centralmente contro una squadra che cerca continuamente il recupero alto significherebbe alimentare esattamente il calcio che Juric vuole produrre.
Monza in emergenza: diversi giocatori da valutare
La settimana che porta al Via del Mare sarà importante anche sul fronte degli indisponibili.
Pessina è destinato a restare fuori ancora a lungo, mentre Varela dovrebbe saltare anche la partita contro il Lecce. Restano da valutare, tra gli altri, Ngonge, Ziolkowski e Ciurria, mentre Touré potrebbe recuperare. Anche Cutrone è stato recentemente alle prese con un problema fisico e la sua situazione dovrà essere verificata durante la settimana.
L'emergenza ha però consentito a Juric di lanciare diversi giovani: all'esordio contro l'Inter il Monza aveva addirittura schierato sei debuttanti in Serie A, con un'età media dell'undici iniziale di appena 23 anni.
Che Monza deve aspettarsi il Lecce
Riassumendo le prime tre giornate, emerge una squadra abbastanza riconoscibile: aggressiva senza palla, verticale quando recupera, molto orientata sulle fasce e disposta ad accettare tanti duelli individuali. Non ama particolarmente controllare il possesso e può concedere qualcosa tecnicamente, ma produce un numero discreto di occasioni.
La debolezza più evidente è alle spalle della pressione: 8 gol subiti in tre partite, nessuna porta inviolata e diversi errori decisivi.
Per il Lecce la partita potrebbe quindi dipendere da due aspetti: evitare perdite di pallone sanguinose nella prima costruzione e avere il coraggio di attaccare immediatamente gli spazi quando viene superata la pressione uomo contro uomo.
Il Monza arriva al Via del Mare con appena un punto, ma non sembra una squadra in crisi di gioco. Piuttosto una formazione ancora poco equilibrata, capace di produrre situazioni offensive ma allo stesso tempo vulnerabile quando la propria aggressività viene battuta.

