Lotta Salvezza: il Lecce si gioca tutto. Ecco come Di Francesco può cambiare marcia
Il Lecce ha il calendario migliore, ma non basterà se Di Francesco non comprende che bisogna trovare con urgenza una soluzione al problema della sterilità offensiva
Con Verona e Pisa ormai retrocesse al 99%, la lotta per la salvezza è un discorso a tre: Cagliari, Cremonese, Lecce. Naturalmente il Cagliari è in una posizione ottima, vantando 5 punti di vantaggio sulle altre due antagoniste; ma, con 5 partite ancora da giocare, non può sentirsi al sicuro.
Il Lecce ha il calendario migliore, ma non basterà se Di Francesco non comprende che bisogna trovare con urgenza una soluzione al problema della sterilità offensiva; ovvero, trovare un modo di rendere incisiva l’azione della squadra negli ultimi 30 metri, dove solitamente le manovre salentine si dissolvono come la schiuma delle onde marine sulla battigia.
Einstein diceva: “Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati”.
Ho già proposto alcune idee nei precedenti due articoli pubblicati nel blog di questo sito, ma in questo rush finale avverto l’esigenza di tornare sul punto per provare ad offrire un umile contributo alla salvezza del Lecce che sta a cuore di tutti noi tifosi, ovviamente, e che i 22.000 abbonati meriterebbero più di tutti.
La mia riflessione si articola in 3 punti:
- I due centravanti, Stulic e Cheddira, sono palesemente evanescenti. In tal senso, nell’ultima partita contro la Fiorentina, sono apparsi simbolicamente emblematici due episodi: a) il tiro da metà campo di Cheddira, effettuato con l’intento di sorprendere il portiere fuori dai pali, con la palla finita contro la bandierina del calcio d’angolo (esito fantozziano); b) il colpo di testa da posizione favorevolissima effettuato da Stulic che, con uno stacco flebile, è andato a colpire la palla con la parte superiore del capo anziché con la parte laterale (una cosa del genere si vede solitamente nei campi dilettantistici).
- Se Di Francesco è consapevole di quanto ho espresso nel punto (1) – e sarebbe veramente strano se non lo fosse – gli suggerirei, per logica conseguenza, di non schierare più questi due giocatori, ma di provare a mettere davanti Banda e Sottil, con Helgason in posizione di trequartista, Ramadani e Coulibaly in mediana. Sugli esterni Gallo e Vega; in difesa, tre centrali. Insomma: un 3-4-1-2 a trazione anteriore, per poterci prendere questi 6 punti nelle prossime due partite contro Verona e Pisa. Due vittorie alla portata del Lecce, se si gioca con grinta, coraggio e idee nuove. Considerando che nelle prossime due giornate la Cremonese incontrerà il Napoli e la Lazio… è davvero un’occasione ghiotta per fare quello scatto in avanti che consentirebbe ai salentini di ipotecare la salvezza.
- Caro Di Francesco, se non si osa contro Verona e Pisa (con tutto il rispetto per queste due compagini), allora non si potrà avere nulla da recriminare in caso di retrocessione. È vero che la società è stata molto manchevole non acquistando due attaccanti di spessore - e la cosa è ancor più disdicevole se si pensa ai 55 milioni incassati con le vendite di Krstovic e Dorgu - però un allenatore di Serie A ha il dovere di cercare soluzioni “anche dove non ci sono”, o almeno di provarci.
Io ho provato a dare un mio modesto contributo di idee; spero che possa essere di qualche stimolo per il nostro stimato allenatore, affinché possa riuscire nell’impresa di far restare in Serie A il nostro amato Lecce.

