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Le dimissioni di Sandro Mencucci hanno inevitabilmente acceso il dibattito tra i tifosi del Lecce. Sotto la comunicazione pubblicata dall’US Lecce si sono moltiplicati in pochi minuti commenti, prese di posizione e interrogativi.

La fotografia che emerge non è completamente uniforme. C'è però un sentimento che sembra prevalere: il sostegno alla società e soprattutto al presidente Saverio Sticchi Damiani, accompagnato dall'idea che dirigenti, allenatori e calciatori possano cambiare mentre il Lecce rimane.

Parallelamente si avverte una componente di preoccupazione. L'uscita di scena dell'amministratore delegato arriva infatti dopo settimane già movimentate e alcuni tifosi iniziano a interrogarsi sulla successione di cambiamenti avvenuti all'interno del club.

Va precisato che i commenti social rappresentano soltanto una fotografia delle reazioni pubblicate sotto il post e non possono essere considerati un sondaggio scientifico sull'intera tifoseria.

«Gli uomini passano, il Lecce resta»

È probabilmente il concetto che ricorre con maggiore frequenza.

Gianfranco sintetizza così il proprio pensiero: «Morto un Papa, se ne fa un altro. Forza Lecce sempre e comunque».

Gianclaudio sviluppa lo stesso concetto in maniera ancora più netta: «Lecce viene prima di tutti. Allenatori, dirigenti e calciatori passano. Lecce, la sua gente e questi colori restano».

Una posizione condivisa anche da Alessandro: «Dirigenti e calciatori passano, il Lecce resta, questo conta».

Renzo sceglie invece una formula molto semplice: «Siamo tutti utili, e nessuno è indispensabile. Avanti Lecce».

È il primo elemento che emerge leggendo le reazioni: l'addio di Mencucci viene assorbito da una parte consistente della tifoseria attraverso un richiamo all'identità del club, considerata superiore alle singole figure professionali.

Fiducia in Sticchi Damiani e nella società

Un secondo filone molto evidente riguarda la fiducia nei confronti della proprietà.

Sarah scrive: «Presidente nesciu, noi rimaniamo, fermi e saldi nella fede giallorossa», accompagnando il messaggio con il proprio sostegno a Sticchi Damiani.

Francesco va oltre: «Questa società ha una sola garanzia e si chiama Saverio Sticchi Damiani».

Maurizio si limita a una frase altrettanto significativa: «Con SSD e la società. Forza Lecce!».

Alessandro conferma la propria fiducia, spostando però immediatamente l'attenzione sul campo e sul mercato: «Continuo ad avere fiducia nell'US Lecce. Spero che arrivino presto i fatidici tre rinforzi di livello».

Anche Filippo lega il futuro alla fiducia nel club: «Lecce deve essere un privilegio per chi ci viene. Fiducia nella società».

La sensazione è quindi che, almeno nella prima reazione, la figura del presidente rappresenti per molti tifosi il principale punto di riferimento nella fase di transizione.

Mencucci, critiche soprattutto per tempi e modalità dell'addio

Accanto al sostegno alla società compare però una forte critica nei confronti delle modalità con cui si è arrivati alle dimissioni.

Pasquale individua proprio questo aspetto: «I tempi sono fondamentali. Mencucci e lo stesso Corvino, da dirigenti esperti e centrali nel club, mi aspettavo anche una programmazione per la loro uscita di scena».

Fabio riconosce invece il contributo dato dai dirigenti alla crescita del Lecce, ma distingue i risultati dalle modalità dell'uscita: «Sono convinto che DS e AD abbiano avuto grandi meriti nella crescita del club, ma [...] sono i modi che definiscono l'uomo».

Anche Daniele si concentra sul comportamento delle figure uscite dal club: «Per come si sono comportati si giudicano tutti e due. Grande società».

In altri interventi il tono diventa decisamente più duro. Alcuni tifosi esprimono giudizi fortemente negativi su Mencucci e sul precedente addio di Pantaleo Corvino. Sono valutazioni personali pubblicate sui social e non elementi oggettivi sui quali sia possibile ricostruire le ragioni delle rispettive decisioni.

C'è anche chi si domanda: «Perché questo fuggi fuggi?»

Non tutti, però, archiviano la vicenda con un semplice “si va avanti”.

Giorgio pone una domanda che sintetizza una parte diversa dell'umore della piazza: «Adesso che la società sta crescendo con le strutture, stadio, settore giovanile e continuità tecnica della prima squadra, perché questo fuggi fuggi?».

Ancora più sintetico Piero: «Qualcosa non va...».

Cristian allarga invece l'analisi all'intera estate giallorossa: «Estate anomala. Prima via Corvino, poi il caso Banda, ora Mencucci», aggiungendo le proprie perplessità sui tempi della campagna abbonamenti, sulle maglie e sul mercato.

È questa probabilmente la parte più interessante da osservare. La fiducia nella proprietà rimane elevata, ma una fetta della tifoseria comincia a chiedersi se i diversi episodi delle ultime settimane siano scollegati tra loro oppure rappresentino il segnale di una fase più profonda di riorganizzazione.

Tra mercato e futuro, adesso la piazza aspetta risposte

Le dimissioni di Mencucci arrivano inoltre in un momento nel quale l'attenzione dei tifosi è già fortemente concentrata sulla costruzione della squadra.

Alessandro chiede apertamente l'arrivo dei rinforzi. Altri commenti collegano la situazione societaria ai tempi del mercato e alla necessità di completare rapidamente la rosa.

C'è persino chi manifesta un pessimismo molto più netto, come Biagio, che scrive: «Serie B sempre più vicina». È però una posizione che, almeno nel campione di commenti analizzato, appare minoritaria rispetto ai messaggi di sostegno e fiducia.

L'umore della piazza: compattezza, ma con qualche crepa

La sintesi delle prime reazioni restituisce quindi una piazza più compatta di quanto la portata della notizia avrebbe potuto far immaginare, ma non completamente serena.

Il sentimento dominante è riassunto probabilmente dalle parole di Lorenzo: «Gli uomini passano, la maglia ed un popolo restano».

Il sostegno a Sticchi Damiani e alla società resta forte. Allo stesso tempo, la successione di eventi di questa estate — dall'uscita di Corvino alle dimissioni di Mencucci — ha acceso interrogativi che difficilmente potranno essere cancellati soltanto dagli slogan.

Adesso saranno soprattutto le prossime mosse del club, sul piano dirigenziale e sul mercato, a determinare se quelle preoccupazioni rimarranno circoscritte ai social oppure diventeranno un tema più profondo nell'ambiente giallorosso.

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