Cardinale, sicuro che il Lecce non interessi agli americani? A San Siro ci arriva dopo una settimana tutta USA
Dalla vittoria spettacolare contro il Monza a Helen Mirren che grida “Forza Lecce” da Jimmy Fallon, fino all’approfondimento del New York Times sulla battaglia del club contro i femminicidi
C'è una frase che, alla vigilia di Milan-Lecce, merita di essere recuperata. La pronunciò nell'ottobre del 2025 Gerry Cardinale, fondatore di RedBird e proprietario del Milan, mentre ragionava sulla difficoltà della Serie A nel vendere il proprio prodotto all'estero.
Negli Stati Uniti, nessuno vuole vedere Cagliari contro Lecce, e questo è un problema.
Il contesto va ricordato: Cardinale non stava conducendo una crociata personale contro Lecce e Cagliari. Parlava della competitività internazionale della Serie A, dei ricavi televisivi e della capacità della Premier League di vendere anche all'estero partite che coinvolgono club non appartenenti all'élite.
Tutto corretto.
Solo che, a distanza di meno di un anno, il Lecce si presenterà domenica sera proprio a casa di Cardinale, a San Siro contro il Milan alle 20:45, accompagnato da una settimana nella quale gli Stati Uniti sembrano essersi accorti abbastanza spesso della sua esistenza. Non male per una squadra che, da quelle parti, non dovrebbe interessare a nessuno.
Prima il 3-2 al Monza: almeno chi l'ha vista non si è annoiato
Il viaggio verso Milano è iniziato domenica scorsa. Al Via del Mare il Lecce ha battuto il Monza 3-2, in una partita che nei primi 22 minuti aveva già prodotto quattro gol: doppietta di Coulibaly, rete di Tiago Gabriel, gol di Mangas e una quantità di episodi sufficiente per riempire più di un highlights.
Il finale, con il Monza tornato sul 3-2 e all'assalto dopo la punizione di Zeballos, ha aggiunto anche la necessaria dose di sofferenza. Insomma, se il problema è rendere appetibile il prodotto Serie A, Lecce-Monza ha fatto la sua parte. Cinque gol, partita aperta, errori, occasioni, un centrocampista che firma la prima doppietta della carriera e risultato in discussione fino alla fine.
Poi Helen Mirren porta il Lecce da Jimmy Fallon
Passano pochi giorni e succede qualcosa di decisamente meno prevedibile. Helen Mirren viene ospitata al The Tonight Show di Jimmy Fallon e, davanti al pubblico americano, decide che è arrivato il momento di difendere un primato fondamentale.
Fallon parla di uno studio secondo il quale i tifosi dei New York Giants sarebbero tra i più volgari. Mirren interrompe il ragionamento: lei è una tifosa sfegatata del Lecce, grida “Forza Lecce” e rivendica ironicamente il primato dei sostenitori giallorossi, accompagnando il tutto con una serie di imprecazioni.
Forse non era esattamente questa la strategia di internazionalizzazione immaginata nei master di sports business. Ma funziona. In pochi secondi il nome Lecce entra in uno dei palcoscenici televisivi più riconoscibili degli Stati Uniti.
E adesso arriva il New York Times
Nemmeno il tempo di metabolizzare Jimmy Fallon ed ecco un altro passaggio. Il New York Times, attraverso The Athletic, dedica un lungo approfondimento al Lecce e alla scelta compiuta prima della partita contro il Monza per sensibilizzare sul tema dei femminicidi.
L'articolo firmato da James Horncastle parte dalle ragazze entrate in campo al Via del Mare con una mano rossa dipinta sul volto e racconta la decisione del club di rompere il normale protocollo prepartita per mandare un messaggio contro la violenza sulle donne.
Al centro dell'approfondimento c'è anche la storia di Lorena Isceri e il pensiero di Marina D'Arpe: il Lecce, pur non essendo uno dei club economicamente più grandi della Serie A, possiede una voce e una responsabilità che non finiscono al novantesimo minuto.
Questa volta non si parla del Lecce perché ha comprato qualcuno, perché ha venduto un talento o perché deve salvarsi. Si parla del Lecce per ciò che rappresenta.
Non vogliamo dimostrare che Cardinale aveva torto
Sarebbe troppo facile trasformare tutto in una rivincita da social. Il ragionamento originario di Cardinale riguardava i diritti televisivi internazionali, non la notorietà in assoluto del Lecce. Il problema posto dal proprietario del Milan era reale: la Serie A fatica a monetizzare all'estero la propria competitività rispetto alla Premier League.
Ma l'esempio utilizzato allora oggi risulta quantomeno curioso. Perché il calcio non si vende soltanto attraverso i nomi delle grandi squadre. Si vende anche attraverso le storie. E il Lecce, nel giro di pochi giorni, ne ha prodotte almeno tre: una sportiva, una pop e una sociale.
E domenica c'è proprio Milan-Lecce
Il tempismo, a questo punto, è quasi comico. Domenica 20 settembre alle 20:45 il Lecce entrerà a San Siro per affrontare proprio il Milan.
Da una parte uno dei marchi calcistici italiani più conosciuti al mondo. Dall'altra quella squadra che, secondo l'esempio utilizzato da Cardinale meno di un anno fa, contribuiva a spiegare perché fosse complicato vendere la Serie A negli Stati Uniti.
Nel frattempo Helen Mirren l'ha portata da Jimmy Fallon e il New York Times le ha dedicato un approfondimento. Per carità, nessuno sosterrà che domenica Manhattan si fermerà per Milan-Lecce. Ma forse, prima di scegliere nuovamente un esempio, Cardinale potrebbe aggiornare il dossier americano.
Perché questa settimana, almeno, il Lecce negli Stati Uniti si è fatto vedere parecchio.
E a San Siro ci arriva sotto una luce decisamente diversa.



