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C’è una firma ben precisa sull’Europeo conquistato dall’Italia Under 17: quella di Christian Lupo. Il portiere giallorosso, cresciuto nel settore giovanile del Lecce a partire dall’Under 14, si è confermato uno dei grandi protagonisti della cavalcata azzurra, trasformandosi ancora una volta nell’uomo delle notti decisive.

Il classe 2009, sempre titolare nel corso della competizione, aveva già lasciato il segno in semifinale contro la Spagna, neutralizzando ben tre calci di rigore e trascinando gli Azzurrini all’ultimo atto del torneo. Una prestazione che si aggiunge ai due clean sheet collezionati durante il cammino europeo e che aveva già acceso i riflettori sul giovane estremo difensore salentino.

La finale

Anche nella finale Lupo ha risposto presente. Dopo l’1-1 maturato nei tempi regolamentari, la sfida si è decisa dagli undici metri. Il portiere del Lecce ha prima tenuto a galla i suoi con alcuni interventi di spessore durante la gara, poi è tornato protagonista nella lotteria dei rigori respingendo il tentativo di Ojea e regalando all’Italia un vantaggio fondamentale. A completare l’opera ci ha pensato Perillo, autore del penalty del definitivo 5-4 che ha consegnato ai ragazzi del commissario tecnico Franceschini il titolo di Campioni d’Europa.

Delvecchio: “Lupo a Lecce a 13 anni”

Dietro questo successo c’è anche una storia fatta di sacrifici, coraggio e scelte difficili. A raccontarla è Gennaro Delvecchio, ex responsabile del settore giovanile del Lecce, intervistato in esclusiva da PianetaLecce.it.

Direttore, quando nasce il rapporto tra Christian Lupo e il Lecce?

«Ho portato Christian a Lecce nel 2022. Aveva solo 13 anni e ho dovuto intavolare più volte degli appuntamenti con la famiglia per convincerli a venire nel Salento e vestire giallorosso. Ricordo che accompagnai la famiglia a parlare con il presidente Sticchi Damiani per accettare il progetto Lecce. Il primo anno il ragazzo è andato in difficoltà perché soffriva la lontananza della famiglia, ma poi ha tenuto botta e, nel corso degli anni, è cresciuto. Oggi ha regalato a tutti questa grandissima gioia».

Christian Lupo

Che prospettive per il futuro ha Lupo?

«Viene da una famiglia umile ed è uno con la testa sulle spalle. Ha un grande fisico, ma deve lavorare tanto per raggiungere ulteriori e importanti step di crescita. Credo che questo sia il momento giusto per spingerlo oltre le sue possibilità».

Ha avuto contatti con Lupo o con la sua famiglia in questi giorni?

«Con il ragazzo no. Ho voluto lasciarlo sereno per godersi il momento senza pressioni esterne. Mi hanno chiamato i genitori in questi giorni e mi hanno ringraziato».

Cosa le hanno detto?

«Mi hanno detto: “Direttore, ci hai rapito nostro figlio a 13 anni, ma ne è valsa la pena. Grazie di tutto”. Che dire… spero che Christian possa fare una bella carriera con la maglia del Lecce il prima possibile».

Parole che raccontano molto più di una vittoria. Raccontano il percorso di un ragazzo arrivato in Salento da adolescente, costretto a confrontarsi con la lontananza da casa e con le difficoltà di una crescita accelerata. Oggi quel ragazzo è diventato il simbolo di una generazione azzurra capace di salire sul tetto d’Europa. E a Lecce, inevitabilmente, il sogno è già iniziato: vedere Christian Lupo difendere presto la porta della prima squadra giallorossa.

Italia U17, il giallorosso Lupo si laurea Campione d'Europa!