Fatah, da Guardiola a Goodwin: cosa hanno detto del nuovo talento del Lecce
Pep lo aveva osservato da vicino al Manchester City, in Scozia Jim Goodwin lo definì «un vero colpo» e la stampa parlò di «Fatah magic». Le parole che raccontano il nuovo numero 7 giallorosso
Quando un calciatore di 20 anni finisce sotto gli occhi di Pep Guardiola, difficilmente si tratta di un dettaglio trascurabile. Amar Fatah, nuovo esterno offensivo del Lecce, nel suo percorso ha raccolto giudizi importanti ben prima dell'approdo in Serie A: dal tecnico del Manchester City a Jim Goodwin, passando per una stampa scozzese che nella scorsa stagione ha imparato a conoscere le sue accelerazioni.
Il Lecce lo ha acquistato a titolo definitivo dal Troyes. Il classe 2004 ha firmato fino al 30 giugno 2029, con opzione per altri due anni, e vestirà la maglia numero 7. Nell'ultima stagione al Dundee United ha chiuso con 34 presenze, 9 gol e 4 assist.
Fatah e Guardiola: «Ha potenziale»
Il passaggio più suggestivo della carriera di Fatah risale all'estate del 2024.
Il Troyes apparteneva alla galassia del City Football Group e il giovane svedese venne aggregato al Manchester City durante la tournée negli Stati Uniti. Guardiola ebbe così l'opportunità di osservarlo direttamente durante allenamenti e amichevoli, compresa quella disputata contro il Milan allo Yankee Stadium.
Fu lo stesso tecnico catalano a raccontare che il club gli aveva suggerito di tenere d'occhio il ragazzo:
«Ha potenziale. Ogni volta che ha il pallone punta il fondo: è ciò che deve fare un'ala».
Una valutazione che descrive già buona parte delle caratteristiche che hanno successivamente portato il Lecce a investire su di lui: verticalità, capacità di attaccare il difensore e volontà di arrivare rapidamente nell'ultimo terzo di campo.
Non fu quindi una semplice presenza numerica nella tournée. Fatah ebbe minuti anche con la prima squadra e CityXtra, valutandolo dopo l'amichevole contro il Chelsea, ne sottolineò velocità e capacità di attaccare direttamente, pur evidenziando alcune occasioni da gol non sfruttate.
Fatah raccontò anche il consiglio ricevuto da Pep
Qualche mese più tardi fu lo stesso Fatah a raccontare ciò che Guardiola gli aveva chiesto di migliorare.
Il nuovo giocatore del Lecce spiegò di aver avuto un colloquio con il tecnico del City e di aver ricevuto indicazioni molto precise:
«Mi disse che ero molto bravo offensivamente, ma voleva vedere di più nel lavoro difensivo».
Un dettaglio interessante soprattutto pensando al calcio di Eusebio Di Francesco, dove agli esterni non viene chiesto soltanto di creare superiorità negli ultimi metri, ma anche di partecipare al pressing e mantenere gli equilibri della squadra.
Fatah raccontò inoltre che il Manchester City gli aveva comunicato l'intenzione di continuare a monitorare la sua crescita e le sue partite.
Goodwin al Dundee United: «Un vero colpo per il club»
Un altro allenatore che ha creduto fortemente in Fatah è Jim Goodwin.
Quando il Dundee United lo prese in prestito dal Troyes nell'estate 2025, il tecnico non nascose le proprie aspettative e definì il suo arrivo:
«Un vero colpo per il club».
Goodwin sottolineò il percorso già accumulato dal ragazzo nonostante la giovane età, ricordando anche l'esperienza vissuta con Guardiola e i giocatori del Manchester City.
Poi arrivò una descrizione particolarmente significativa per capire perché Fatah possa interessare al Lecce:
«Velocità, creatività e qualità nell'ultimo terzo».
Il Dundee lo considerava un calciatore particolarmente efficace nelle situazioni di uno contro uno, capace di puntare direttamente il proprio avversario e modificare il ritmo dell'azione.
Dalla Scozia arrivò la «Fatah magic»
La stagione scozzese ha rappresentato il passaggio nel quale quelle qualità hanno iniziato a trasformarsi anche in produzione offensiva.
Uno degli episodi che gli ha garantito maggiore visibilità arrivò contro l'Aberdeen. Dopo una sua giocata decisiva, The Courier sintetizzò la prestazione utilizzando un'espressione particolarmente eloquente:
«Amar Fatah magic».
Un'etichetta che accompagnò una fase della stagione nella quale l'esterno stava diventando uno dei giocatori maggiormente riconoscibili del Dundee United.
Il dato finale della stagione spiega il resto: 9 reti e 4 assist complessivi secondo i numeri riportati dal Lecce al momento dell'ufficializzazione dell'acquisto.
Fatah e i rigori: «Non mi tirerò mai indietro»
C'è poi un'altra frase che racconta un aspetto diverso del nuovo numero 7 del Lecce.
Dopo aver fallito un calcio di rigore con il Dundee United, Fatah non cercò alibi e soprattutto non rinunciò alla responsabilità:
«Sarò sempre quello che vuole calciarlo. Non mi tirerò mai indietro su un rigore».
Nella stessa partita riuscì poi a reagire segnando con una conclusione personale che definì il suo miglior gol realizzato fino a quel momento con la maglia del Dundee United.
Non fu un episodio isolato. Qualche tempo dopo, in occasione di un'altra partita decisa anche da un suo rigore, Goodwin tornò sull'atteggiamento mentale del giocatore:
«Ha mostrato molto coraggio in un momento importante della partita».
Per il tecnico, il significato della giocata andava oltre il gol: Fatah aveva avuto la personalità di assumersi nuovamente la responsabilità dopo un precedente errore dal dischetto.
Chi è, dunque, Fatah
Messe insieme, le valutazioni costruiscono un profilo abbastanza preciso.
Guardiola ne aveva riconosciuto il potenziale offensivo e la tendenza naturale ad attaccare la fascia. Goodwin ne ha valorizzato velocità, creatività e uno contro uno. La stampa scozzese ha iniziato a parlare di “magia” nei momenti migliori della sua stagione. E le dichiarazioni dello stesso giocatore mostrano un carattere che non sembra portarlo a nascondersi dopo un errore.
Naturalmente tutto questo non rappresenta una garanzia sul rendimento in Serie A.
Il campionato italiano gli presenterà spazi differenti, maggiore attenzione tattica e difensori difficili da superare semplicemente attraverso velocità e uno contro uno. Proprio il lavoro senza palla indicato da Guardiola alcuni anni fa sarà uno degli aspetti sui quali Di Francesco dovrà insistere.
Perché il profilo può essere adatto a Di Francesco
Dal punto di vista tecnico, però, il ragionamento del Lecce appare comprensibile.
Di Francesco aveva bisogno di aumentare le alternative sulle corsie e Fatah arriva con caratteristiche che mancavano in parte all'organico: accelerazione, attacco diretto dell'avversario e capacità di produrre gol partendo dall'esterno.
A 22 anni possiede inoltre ancora margini significativi di crescita. Il contratto lungo sottoscritto dal Lecce, fino al 2029 con possibilità di estenderlo per altre due stagioni, permette al club di lavorare sul calciatore anche in prospettiva.
È il tipo di operazione che contiene inevitabilmente una componente di rischio, ma anche un potenziale importante: un giovane già passato attraverso Svezia, Francia, Belgio, Olanda e Scozia, osservato direttamente dal Manchester City e reduce dalla stagione più produttiva della carriera.
Adesso la verifica più importante sarà quella della Serie A.
Le parole pronunciate negli ultimi anni raccontano ciò che Fatah può diventare. Al Lecce toccherà trasformare quel potenziale in continuità.




