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A volte il percorso di crescita di un calciatore non segue una linea retta. Lo dimostra la storia di Zinedin Smajlović, ex difensore del Lecce, che nel giro di due anni è passato dall'addio ai giallorossi a un trasferimento in uno dei club più prestigiosi del calcio greco.

Secondo le ultime notizie provenienti dall'estero, l'Olympiacos ha raggiunto un accordo con il Sandefjord per l'acquisto del centrale svedese di origini bosniache. L'operazione si aggira intorno ai 5 milioni di euro più un milione di bonus, cifra che rappresenta una delle cessioni più importanti della storia del club norvegese. Sul difensore si erano mossi anche Olympique Marsiglia, Celtic e Rangers, ma alla fine è stato il club del Pireo ad assicurarsi il giocatore.

L'intuizione del Lecce

Il Lecce aveva puntato su Smajlović nell'estate del 2023, quando il difensore militava ancora in Svezia ed era considerato uno dei prospetti più interessanti della sua generazione.

Dietro quell'operazione c'era il lavoro dello scouting giallorosso e, in particolare, di Fabio Piluso, oggi promosso a capo scout del Lecce dopo gli anni trascorsi come responsabile dello scouting internazionale. Il dirigente aveva individuato nel classe 2003 qualità fisiche e tecniche importanti, anticipando molti club europei. Un'intuizione che, a distanza di qualche anno, sembra trovare conferma nella crescita del calciatore.

L'occasione a Lecco

Nonostante le aspettative, Smajlović non riuscì mai a esordire in Serie A con il Lecce. Per accelerarne il percorso di maturazione, nel gennaio 2024 il club decise di mandarlo in prestito al Lecco, allora impegnato nel campionato di Serie B. L'esperienza, però, non si rivelò quella sperata. Il difensore collezionò 6 presenze complessive in campionato, senza riuscire a lasciare il segno in una squadra che concluse la stagione con la retrocessione in Serie C.

Le qualità erano evidenti, soprattutto sul piano atletico, ma il centrale mostrava ancora limiti nella lettura delle situazioni difensive e nella gestione dei momenti più delicati della gara. Per una squadra come il Lecce, impegnata nella lotta per la permanenza in Serie A, venne ritenuto ancora troppo acerbo per poter rappresentare una soluzione affidabile nel massimo campionato. Per questo motivo, nell'agosto 2024, il club e il giocatore decisero di separarsi consensualmente.

La rinascita in Scandinavia

La carriera di Smajlović ripartì dalla Scandinavia. Dopo una breve parentesi in patria, fu il Sandefjord a credere nelle sue potenzialità. In Norvegia il difensore è cresciuto rapidamente, migliorando sotto tutti gli aspetti: personalità, letture difensive, costruzione dal basso e continuità di rendimento. Le prestazioni offerte nell'Eliteserien hanno attirato l'attenzione di numerosi osservatori internazionali, fino ad arrivare alla trattativa che lo porterà all'Olympiacos.

Una crescita che conferma lo scouting

Il trasferimento in Grecia racconta anche un'altra storia: quella della capacità del Lecce di individuare talenti prima che esplodano definitivamente.

Se è vero che Smajlović non era ancora pronto per la Serie A quando vestiva la maglia giallorossa, è altrettanto vero che il suo percorso successivo dimostra come l'intuizione dello scouting fosse corretta. Fabio Piluso aveva visto in lui un prospetto di livello internazionale e il tempo, almeno sotto questo aspetto, gli ha dato ragione.

Nel calcio moderno non tutti i giovani maturano con gli stessi tempi. Alcuni sono pronti immediatamente, altri hanno bisogno di accumulare esperienza lontano dai riflettori dei grandi campionati.

Smajlović appartiene probabilmente alla seconda categoria. Il Lecce non ha potuto aspettarne la completa maturazione, dovendo affrontare le esigenze di una squadra impegnata a salvarsi in Serie A. Oggi, però, il suo trasferimento all'Olympiacos certifica che quel ragazzo arrivato dalla Svezia possedeva davvero qualità importanti, semplicemente emerse con qualche stagione di ritardo rispetto alle necessità del club salentino.

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