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Per una volta, il Lecce ha fatto qualcosa che in questa stagione non gli era mai riuscito. Andare in vantaggio, subire il pareggio e poi tornare avanti. Sembra una dinamica normale nel calcio, ma per i giallorossi non lo era affatto.

A sottolinearlo, indirettamente, è stato lo stesso Eusebio Di Francesco nel post partita di Pisa-Lecce:

L'1 a 1 ci poteva tagliare le gambe, ma siamo stati bravi a reagire e riportarci in vantaggio. Questo è merito del lavoro e della dedizione dei ragazzi. Contento di questa partita, ma la mia testa è già alla prossima.

Parole che raccontano bene il peso specifico di quella reazione. Perché fino a ieri, ogni volta che il Lecce aveva visto sfumare un vantaggio, la partita era scivolata via senza più essere ripresa in mano.

Era successo contro il Cagliari, quando il gol di Tiago Gabriel aveva illuso prima della rimonta completa degli avversari. Era accaduto a Torino contro la Juventus, con il vantaggio firmato da Banda e il successivo pareggio di McKennie: lì il Lecce aveva anche rischiato di crollare, salvato solo dal rigore parato da Falcone a David, senza però trovare la forza di reagire. Stesso copione contro il Parma: avanti con Stulic, poi l’espulsione di Banda e il ribaltone subito fino all’1-2 finale. Ancora più netto il caso di Como, con il gol iniziale di Coulibaly seguito da un pareggio e da un crollo totale fino all’1-3.

Una costante chiara: il Lecce segnava per primo, ma non riusciva a gestire l’inerzia emotiva della gara. Al primo colpo subito, la squadra si spegneva o si disuniva, senza più trovare una risposta.

A Pisa, invece, qualcosa è cambiato. Il pareggio dei toscani non ha prodotto quel blackout visto in altre occasioni. Non ha “tagliato le gambe”, per usare le parole di Di Francesco. Il Lecce ha tenuto la testa dentro la partita, ha accettato il momento e ha trovato il modo di riprendersi il vantaggio.

È un passaggio più mentale che tecnico. Perché il problema, fin qui, non era tanto segnare per primi, ma saper gestire quello che succede dopo. E in una corsa salvezza, questo tipo di tenuta può fare la differenza quanto, se non più, dei singoli episodi.

Non è una rivoluzione, ma è un segnale. Un sussulto in chiave salvezza.

Ora resta da capire se si tratta di un episodio isolato o dell’inizio di un cambio di passo. Di Francesco, intanto, guarda già avanti. Ma questa volta, almeno per una sera, il Lecce ha fatto qualcosa che prima non gli riusciva: reagire davvero.

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