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Prima di diventare un nuovo giocatore del Lecce, Joël Monteiro era già finito sotto una lente particolarmente prestigiosa: quella di Murat Yakin, commissario tecnico della Svizzera. Tanto da spingere la Federazione elvetica ad accelerare il percorso che avrebbe consentito all'attaccante dello Young Boys di diventare eleggibile per la Nazionale.

Il motivo era soprattutto tecnico. Velocità, fisicità, capacità di attaccare la porta e una produzione realizzativa che, nel momento della sua esplosione, aveva attirato l'attenzione anche degli osservatori internazionali.

Monteiro arriva ora nel Salento a 27 anni, nel pieno della maturità calcistica e dopo aver cominciato la nuova stagione svizzera con 3 gol e un assist nelle prime cinque giornate di campionato. L'ultima dimostrazione appena due giorni fa: rete e assist nel 3-3 dello Young Boys contro il Basilea.

Monteiro al Lecce, Yakin aveva già indicato le sue qualità

La primavera del 2024 rappresentò uno dei passaggi decisivi della carriera di Monteiro. La Svizzera stava cercando nuove soluzioni offensive in vista dell'Europeo e Yakin parlò pubblicamente del giocatore dello Young Boys, che all'epoca non possedeva ancora il passaporto elvetico.

Il commissario tecnico spiegò perché la Federazione stesse seguendo con attenzione il suo percorso:

«Con la sua velocità e la sua pericolosità sotto porta ha un profilo interessante».

Yakin lo considerava una possibilità concreta per la Nazionale e arrivò a definirlo una «grande opzione». La procedura per la naturalizzazione diventò così anche una questione calcistica, con l'obiettivo di renderlo disponibile in tempo per la preparazione all'Europeo. Il passaporto arrivò e Monteiro entrò effettivamente nel giro della selezione svizzera.

Huggel: «Può essere il Mister X»

Non fu soltanto Yakin a vedere qualcosa di particolare nel nuovo giocatore del Lecce. Beni Huggel, ex centrocampista della Svizzera e opinionista della televisione pubblica SRF, lo indicò come una delle possibili sorprese della Nazionale alla vigilia di Euro 2024.

La definizione fu molto efficace:

«Potrebbe essere il Mister X tirato fuori dal cilindro».

Secondo Huggel, Monteiro avrebbe potuto rappresentare quella variabile offensiva difficile da prevedere per gli avversari, arrivando al torneo e iniziando improvvisamente a segnare. Non riuscì poi a superare il taglio definitivo di Yakin per l'Europeo, ma quella convocazione racconta comunque quale fosse diventata in pochi mesi la considerazione attorno al calciatore.

Quando Monteiro era più efficace persino di Bellingham

A far esplodere definitivamente il caso Monteiro contribuì anche un dato statistico decisamente particolare. Nel marzo 2024 il CIES Football Observatory analizzò gli attaccanti di 74 campionati e collocò il giocatore dello Young Boys al primo posto per efficienza realizzativa.

Il 30,8% delle sue conclusioni terminava in rete. Dietro di lui c'era Jude Bellingham, allora al Real Madrid, con il 28,3%. Terzo Hwang Hee-chan del Wolverhampton con il 27,3%. 

Non significava naturalmente che Monteiro avesse il valore assoluto di quei calciatori, ma il dato fotografava una caratteristica molto precisa: quando riusciva ad arrivare alla conclusione, possedeva una capacità realizzativa estremamente elevata. Quella stagione terminò con 12 reti in 32 partite di Super League, oltre a due assist. 

Steve von Bergen aveva previsto l'interesse dall'estero

Le prestazioni non passarono inosservate nemmeno all'interno dello Young Boys.

Nell'aprile 2024 l'allora direttore sportivo Steve von Bergen ammise che il rendimento di Monteiro aveva inevitabilmente attirato l'attenzione fuori dalla Svizzera:

«Un giocatore con il suo potenziale e le sue qualità genera naturalmente interesse».

Monteiro in quel momento aveva già segnato 11 gol stagionali e il dirigente dello Young Boys era consapevole che il suo profilo avrebbe potuto presto interessare altri campionati. Il trasferimento all'estero non arrivò immediatamente. Monteiro rimase a Berna, continuando ad accumulare esperienza anche nelle coppe europee.

La doppietta al Galatasaray in Champions League

Tra le prestazioni che hanno dato maggiore dimensione internazionale alla sua carriera c'è sicuramente quella contro il Galatasaray, nell'agosto 2024. Andata dei playoff di Champions League, Young Boys-Galatasaray.

Monteiro segnò dopo appena quattro minuti e trovò nuovamente la rete nel recupero del primo tempo. Lo Young Boys vinse 3-2 davanti a una squadra nella quale giocavano, tra gli altri, Mauro Icardi, Dries Mertens e Lucas Torreira. La qualificazione arrivò poi nella gara di ritorno.

Fu una serata importante anche perché Monteiro arrivava da settimane meno brillanti dopo la mancata partecipazione all'Europeo.

Rahmen: «A volte viene giudicato ingiustamente»

Proprio in quei giorni Patrick Rahmen, allora allenatore dello Young Boys, offrì una descrizione interessante anche della personalità del calciatore.

Monteiro era stato talvolta criticato per un linguaggio corporeo che poteva trasmettere una sensazione di scarsa partecipazione.

Rahmen invitò però a non fermarsi all'apparenza:

«Il suo linguaggio corporeo a volte non sembra positivo».

Ma aggiunse un concetto ancora più significativo:

«Pensa diversamente da come appare».

Secondo il tecnico, quindi, si rischiava di giudicarlo ingiustamente interpretando postura ed espressioni come mancanza di motivazione. Nei colloqui individuali, spiegava Rahmen, emergeva invece chiaramente il coinvolgimento del giocatore.

Lo Young Boys lo ha definito una «storia di successo»

Anche il club svizzero ha utilizzato parole particolarmente nette per descrivere il suo percorso.

Quando nel settembre 2025 prolungò il contratto fino al 2027, lo Young Boys definì l'evoluzione di Monteiro una vera e propria «storia di successo».

In quel momento il calciatore aveva raggiunto 140 presenze ufficiali, 25 reti e 21 assist con la maglia giallonera. Nel suo palmarès c'erano già due campionati svizzeri e una Coppa nazionale. Monteiro non appartiene infatti alla categoria dei talenti diventati professionisti a 17 o 18 anni.

Da dilettante al calcio europeo: la storia particolare di Monteiro

Lo stesso Young Boys lo ha presentato come un “late bloomer”, un calciatore esploso relativamente tardi. Nato a Sion il 5 agosto 1999, alto 1,91 metri, Monteiro ha attraversato anche categorie dilettantistiche prima di approdare stabilmente al professionismo. Ha giocato con Azzurri LS, Conthey, Team Vaud, Lausanne e Stade Lausanne-Ouchy prima di trovare allo Young Boys il club della svolta.ue aspetti della sua crescita: l'evoluzione impressionante e la versatilità.

Da attaccante centrale è stato progressivamente utilizzato anche sulle fasce, diventando un calciatore capace di occupare più posizioni offensive. 

Cosa può dare Monteiro al Lecce di Di Francesco

Monteiro porta al Lecce caratteristiche differenti rispetto agli altri esterni presenti nella rosa.

È alto 1,91 ma non è un attaccante statico. La sua qualità principale resta la capacità di attaccare gli spazi in velocità, soprattutto partendo dall'esterno per arrivare in zona gol. SRF, raccontando il suo peso nello Young Boys campione di Svizzera nel 2024, sintetizzava il suo profilo attraverso tre caratteristiche: velocità, struttura fisica e qualità nella conclusione

Può giocare largo, può stringere vicino alla punta e conosce anche il ruolo di centravanti. Questa duttilità può offrire a Di Francesco soluzioni differenti nel tridente e anche la possibilità di cambiare struttura offensiva durante una partita.

C'è poi il fattore condizione. Monteiro non arriva nel Salento dopo settimane ai margini. Nelle prime cinque partite della Super League 2026/27 ha segnato tre volte e fornito un assist, giocando 383 minuti. Contro il Basilea, nell'ultima partita disputata prima del trasferimento, ha prima segnato il vantaggio e poi partecipato con l'assist alla rete del 3-2. 

Dal «Mister X» della Svizzera alla Serie A

Il Lecce prende quindi un calciatore con un percorso molto diverso rispetto a quello del giovane talento ancora da costruire. Monteiro ha 27 anni, esperienza internazionale, partite di Champions ed Europa League alle spalle e una storia personale costruita attraverso una crescita tardiva ma costante.

Yakin ne aveva sottolineato velocità e pericolosità sotto porta. Huggel lo aveva immaginato come possibile “Mister X” della Svizzera. Lo Young Boys ha definito la sua crescita una storia di successo.

Adesso arriva la prova più complessa: trasferire quelle caratteristiche nella Serie A.

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