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Al Via del Mare c’è un filo rosso che lega passato e presente, e porta dritto al nome di Nikola Stulic. Tre gol in Serie A, tre squilli che hanno fatto vibrare soltanto il fortino giallorosso: Cremonese, Parma e Pisa piegate sotto i colpi del numero 9, sempre e solo davanti al proprio pubblico. Un dettaglio? Tutt’altro. È un segnale, quasi una specializzazione: Stulic segna quando sente il calore di casa, quando il Lecce spinge e il Via del Mare diventa un catino.

Stesso copione

Un copione che riporta indietro le lancette fino alla stagione 2008/09. L’ultimo a vivere una storia simile era stato Fabio Caserta: i suoi primi quattro centri in Serie A con il Lecce arrivarono tutti tra le mura amiche, in un arco che andava da settembre a marzo. Non solo: quell’anno chiuse addirittura con cinque reti, tutte casalinghe. Cinque su cinque, zero in trasferta. Un caso più unico che raro, rimasto scolpito nella memoria salentina.

Tre gol in casa

E oggi? Stulic si trova su quella stessa scia. Tre gol, tutti in casa, con la sensazione che il Via del Mare sia il suo habitat naturale. La differenza, però, la farà il prossimo passo: restare “specialista” o rompere l’incantesimo e colpire anche lontano da Lecce. Perché i numeri raccontano il presente, ma sono le svolte a costruire le storie.

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