Como, emergenza infortuni e nuove soluzioni: Fabregas studia il piano anti-Lecce
Baturina ai box per almeno tre gare, Addai out fino a fine stagione. In attesa di Diao, il tecnico valuta cambi tattici e possibili sorprese offensive
Il Como non vuole fermarsi proprio ora. La squadra di Cesc Fabregas sta vivendo una stagione oltre le aspettative, in piena corsa per un posto nelle competizioni europee e con la prospettiva delle semifinali di Coppa Italia contro l’Inter. Ma il percorso non è privo di ostacoli, soprattutto sul fronte degli infortuni.
L’ultimo stop riguarda Martin Baturina, fermato da una distrazione del legamento deltoideo alla caviglia sinistra. Il centrocampista resterà fuori almeno per tre partite, con tempi di recupero che potrebbero portarlo a rientrare tra la sfida interna con la Roma e la successiva trasferta contro il Pisa. Più pesante la perdita di Jayden Addai, fuori fino al termine della stagione. Restano poi da monitorare le condizioni di Assane Diao, assente per gran parte dell’anno a causa di una serie di problemi fisici, l’ultimo dei quali una lesione muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra che gli ha fatto saltare anche la Coppa d’Africa.
Fabregas dovrà dunque rivedere qualcosa nelle prossime settimane, tra campionato e Coppa Italia. Il tecnico spagnolo ha già dimostrato di saper intervenire con soluzioni tattiche non convenzionali: l’utilizzo di cinque centrocampisti in un 4-2-3-1 fluido, le rotazioni costanti nel reparto offensivo e la capacità di adattare i suoi uomini a più ruoli.
Una delle opzioni potrebbe essere l’avanzamento di uno tra Nico Paz e lo stesso Baturina – quando tornerà – a supporto del centravanti, con Caqueret o Da Cunha pronti a sovrapporsi sul lato sinistro per garantire ampiezza. In alternativa, Vojvoda può essere alzato sulla linea degli esterni offensivi, come già accaduto in alcuni frangenti della stagione, liberando un posto per un centrocampista di contenimento.
Non è esclusa, infine, una soluzione più audace. Fabregas non ha mai schierato dal primo minuto Douvikas e Morata insieme, ma l’emergenza potrebbe spingerlo a valutare un tandem offensivo con uno degli esterni a fare da raccordo tra i reparti. Un’ipotesi che darebbe più peso all’area avversaria ma richiederebbe maggiore equilibrio in fase di non possesso.
La risposta arriverà già nella prossima sfida contro il Lecce al Sinigaglia. In un momento delicato della stagione, il Como è chiamato a dimostrare che la sua crescita non dipende solo dai singoli, ma dalla solidità di un progetto tecnico capace di adattarsi alle difficoltà.

