Perchè il "Via del Mare" di Lecce è un serio candidato a Euro 2032
La partita si gioca fuori dal campo. Nel dossier italiano condiviso con la Turchia pesa infatti l'esigenza di garantire una rappresentanza significativa del Sud Italia
Il “Via del Mare” sogna l'Europeo. E stavolta non è soltanto una suggestione. Lo stadio di Lecce si candida con forza a entrare nella lista definitiva degli impianti italiani che ospiteranno UEFA Euro 2032, una corsa sempre più serrata in cui il Salento può giocarsi carte pesantissime.
Ad agosto 2026 la FIGC ha raccolto la documentazione ufficiale delle 13 città candidate. Con Milano, Roma e Torino considerate ormai praticamente certe di un posto, restano soltanto due caselle da assegnare prima della scelta definitiva della UEFA, attesa entro l'autunno. Ed è proprio qui che il Via del Mare vuole inserirsi da protagonista.
La forza della candidatura leccese parte dai fatti. I lavori di riqualificazione finanziati nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo stanno trasformando profondamente l'impianto, destinato a raggiungere gli standard più elevati richiesti dal calcio internazionale. Un percorso che porterà lo stadio a ottenere la Licenza UEFA 4, il massimo livello di certificazione europea, indispensabile per ospitare le grandi competizioni continentali.
Un vantaggio non trascurabile rispetto ad altre candidature è rappresentato anche dal cronoprogramma. Mentre diversi progetti italiani devono ancora fare i conti con iter autorizzativi e coperture economiche, a Lecce il cantiere è già entrato nel vivo. Il simbolo della nuova veste del Via del Mare sarà la copertura integrale, composta da 64 vele sospese.

La capienza
C'è poi il tema della capienza, altro parametro fondamentale per la UEFA. Per ospitare le gare della fase a gironi servono almeno 30 mila posti. Il Via del Mare supera ampiamente questo requisito: oltre 40 mila posti complessivi e più di 31.500 già omologati per la Serie A, numeri che lo collocano tra gli impianti perfettamente in linea con gli standard richiesti.
Ma la partita si gioca anche fuori dal campo. Nel dossier italiano condiviso con la Turchia pesa infatti l'esigenza di garantire una rappresentanza significativa del Sud Italia. In questo scenario Lecce può diventare una scelta strategica, sostenuta anche dal Ministero delle Infrastrutture e rafforzata dall'immagine di una società, guidata dal presidente Saverio Sticchi Damiani, considerata tra le più virtuose e sostenibili del panorama calcistico nazionale.
Conto alla rovescia
Il conto alla rovescia è iniziato. La decisione della UEFA arriverà entro l'autunno e il Via del Mare si presenta all'appuntamento con un cantiere che avanza, parametri tecnici rispettati e una candidatura che, giorno dopo giorno, acquista sempre maggiore credibilità. Per Lecce il sogno Europeo non è più un'utopia: oggi è una sfida concreta da giocare fino all'ultimo minuto.


