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Il messaggio lanciato dal Lecce prima della partita contro il Monza ha superato i confini italiani. A raccontarlo è The Athletic, sulle pagine del New York Times, con un lungo approfondimento firmato dal giornalista inglese James Horncastle.

Il titolo scelto mette immediatamente al centro il significato dell'iniziativa: la volontà del Lecce di utilizzare la propria visibilità per alzare la voce contro il femminicidio. L'articolo si apre con l'immagine delle ragazze che hanno accompagnato i calciatori sul terreno di gioco del Via del Mare, tutte con una mano rossa dipinta sul volto.

Il New York Times racconta il gesto prima di Lecce-Monza

L'approfondimento ricostruisce quanto accaduto prima della gara vinta 3-2 contro il Monza. Il Lecce aveva chiesto alla Serie A di poter modificare il normale protocollo prepartita per portare sul campo un messaggio contro la violenza sulle donne. Una scelta maturata anche dopo il femminicidio di Lorena Isceri, originaria di Squinzano, che aveva profondamente colpito il territorio salentino.

La società non ha voluto aspettare la tradizionale giornata che il calcio italiano dedica ogni anno alla sensibilizzazione sul tema. Il messaggio doveva arrivare immediatamente.

Da qui la scelta delle giovani accompagnatrici e dell'impronta rossa sul volto, un simbolo molto più forte e diretto rispetto alle iniziative tradizionalmente utilizzate nelle campagne contro la violenza di genere.

Marina Sticchi Damiani: «Il Lecce ha una voce»

Una parte centrale dell'articolo è dedicata alle parole di Marina Sticchi Damiani, intervistata da The Athletic.

Il concetto espresso è netto: il Lecce non è soltanto una squadra che scende in campo ogni fine settimana, ma una realtà che possiede una visibilità e quindi anche una responsabilità nei confronti della propria comunità.

Marina Sticchi Damiani sottolinea come il club abbia una voce e debba utilizzarla quando accadono fatti che non possono essere ignorati. L'obiettivo dell'iniziativa era proprio quello di “urlare” contro quanto accaduto, rompendo l'indifferenza e utilizzando il calcio come amplificatore di un messaggio sociale.

È probabilmente questo il passaggio che ha maggiormente colpito la testata americana: una società calcistica di provincia che considera la propria presenza in Serie A anche come uno strumento per parlare a un pubblico molto più ampio.

Lorena Isceri e il legame con il Salento

Il lungo articolo ricostruisce anche la storia di Lorena Isceri e il suo rapporto con il territorio.

La sua morte aveva colpito profondamente Saverio Sticchi Damiani e la moglie Marina. La partita contro il Monza era inoltre la prima disputata al Via del Mare dopo i funerali.

Nell'intervista viene sottolineato soprattutto il forte senso di appartenenza che caratterizza il Salento, anche quando i salentini vivono lontano dalla propria terra. Lorena faceva parte di quella comunità e, proprio per questo, il club ha ritenuto necessario dedicarle un momento capace di andare oltre il normale protocollo calcistico.

L'iniziativa di Lecce Love

The Athletic entra anche nel lavoro svolto attraverso Lecce Love, il programma con cui il club porta avanti le proprie iniziative sociali.

Marina Sticchi Damiani ha lavorato insieme a Ilenia De Pascalis e Angelica Treglia per costruire un messaggio differente rispetto alle campagne già conosciute.

La richiesta alla Serie A è stata quella di fare entrare in campo, come accompagnatrici dei calciatori, esclusivamente delle ragazze. Alle giovani partecipanti è stato spiegato il significato dell'iniziativa e il tema del femminicidio prima della partita.

La scelta finale è ricaduta sull'impronta rossa sul volto, ritenuta un'immagine molto più dura e immediata.

Nell'articolo Marina spiega anche la volontà di evitare qualsiasi rappresentazione troppo elegante di un fenomeno che elegante non può essere: la violenza, per sua natura, deve disturbare e costringere a fermarsi a riflettere.

Non è la prima iniziativa del Lecce

L'approfondimento internazionale ricorda inoltre come il club giallorosso avesse già dedicato attenzione alle vittime di femminicidio.

Viene citato anche il ricordo di Noemi Durini, alla quale il Lecce aveva reso omaggio in occasione di una precedente partita contro il Milan, coinvolgendo anche la madre Imma Rizzo.

Un elemento che permette al giornale americano di inserire l'iniziativa contro il Monza all'interno di un percorso più ampio e non di presentarla come un gesto isolato.

Il messaggio del Lecce arriva oltre il Salento

L'ultima considerazione dell'articolo è probabilmente quella che sintetizza meglio il valore internazionale assunto dall'iniziativa. Il Lecce può non appartenere alla fascia economicamente più potente della Serie A, ma rappresenta un territorio e dispone della visibilità garantita dal massimo campionato italiano.

Quella visibilità è stata utilizzata per portare un messaggio fuori dallo stadio e, adesso, anche fuori dall'Italia. Dalle immagini del Via del Mare alle pagine del New York Times, la mano rossa scelta dal Lecce è arrivata a un pubblico internazionale. E l'obiettivo dichiarato dalla società era esattamente questo: non restare in silenzio.

Approfondimento
Nella pagina successiva l’intero articolo del New York Times
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