header logo

Il rosmarino nel Salento cresce anche spontaneamente nella macchia mediterranea, soprattutto negli ambienti asciutti e soleggiati. La sua presenza è documentata nel Parco naturale regionale Litorale di Ugento, dove si trova accanto a ginepri, cisti e altre specie della vegetazione costiera. La stessa pianta viene coltivata da tempo negli orti e nei giardini salentini.

Il nome scientifico accettato è Salvia rosmarinus Spenn., della famiglia delle Lamiaceae. Il nome Rosmarinus officinalis L., ancora molto diffuso, è un sinonimo botanico: non indica una specie differente.

Rosmarino nel Salento: scheda botanica

Caratteristiche del rosmarino
Nome scientifico Salvia rosmarinus Spenn.
Famiglia Lamiaceae
Tipo Arbusto aromatico sempreverde
Habitat Gariga e macchia mediterranea; suoli drenati
Fiori Azzurri, lilla o biancastri
Fioritura Variabile: soprattutto primavera, anche altri mesi miti
Frutti Piccole nucule secche

Come riconoscere foglie e fiori

Le foglie sono strette, allungate e disposte a coppie opposte lungo i rami. La pagina superiore è verde scuro, quella inferiore più chiara; i margini tendono a ripiegarsi verso il basso. I rami giovani sono flessibili, quelli vecchi diventano legnosi. Sfiorando le foglie si avverte il profumo intenso tipico del rosmarino.

I piccoli fiori hanno una corolla bilabiata e tonalità dal lilla all'azzurro pallido. Dopo la fioritura si formano minuscoli frutti secchi, non bacche carnose come quelle del mirto. Foglie sottili e profumo, da soli, non bastano comunque a distinguere con certezza ogni pianta selvatica da specie simili. Il riconoscimento di una pianta attraverso fotografie o descrizioni online non è sufficiente per determinarne con certezza la specie.

Dove cresce il rosmarino nel Salento

Il Parco Litorale di Ugento cita espressamente il rosmarino tra le specie della macchia sulle dune consolidate, insieme a ginepro, fillirea, cisto e ginestra spinosa. La documentazione della Regione Puglia ne conferma la presenza nella vegetazione locale. La distribuzione non è uniforme: dipende dal terreno, dall'esposizione e dallo stato di conservazione degli habitat.

Il rosmarino predilige luoghi luminosi e terreni poveri, spesso calcarei, purché ben drenati. È tipico anche delle garighe, vegetazioni basse di ambienti aridi. Non tutti gli esemplari osservati vicino a case o muretti sono spontanei: molti provengono da coltivazioni ornamentali o aromatiche.

Nella stessa macchia crescono anche il mirto e il lentisco, già raccontati su PianetaLecce.

Quando fiorisce

La fioritura dipende dal clima. Le schede del progetto Dryades dell'Università di Trieste indicano la primavera e l'estate come periodo di riferimento, con possibili fioriture in altri mesi nelle aree mediterranee più miti. Nel Salento i fiori possono quindi comparire anche fuori dalla primavera, senza che questo significhi una fioritura continua e identica ogni anno.

I fiori sono visitati da api e altri insetti impollinatori. Il periodo esatto cambia con temperatura, piogge e condizioni della singola pianta.

Perché resiste al clima mediterraneo

Le foglie coriacee e strette sono adatte a limitare la perdita d'acqua. Il rosmarino tollera periodi asciutti una volta ben radicato e cresce in pieno sole, ma teme il ristagno idrico. Nei giardini salentini è una pianta aromatica comune; nelle aree protette, invece, la vegetazione spontanea va rispettata e non prelevata.

Il rosmarino nella cucina e nella tradizione

Il rosmarino è usato nella cucina mediterranea per aromatizzare patate, legumi, carni e pesce. In passato ha avuto anche impieghi nella profumeria e nella medicina popolare: questi usi storici non dimostrano proprietà curative. L'olio essenziale concentrato non è equivalente alle foglie usate normalmente come condimento.

Perché si chiama Salvia rosmarinus

La classificazione accettata da Kew colloca il rosmarino nel genere Salvia. La denominazione precedente, Rosmarinus officinalis, continua a comparire in numerosi testi e cartellini: si tratta della stessa specie, non di due varietà diverse.

Fonti: Royal Botanic Gardens, Kew; progetto Dryades dell'Università di Trieste; Parco naturale regionale Litorale di Ugento; Regione Puglia.

NOVITÀ SU PIANETALECCE
Ora puoi dire la tua
Iscriviti e partecipa alla discussione. Ti basta la tua email.
↓
Dove trovo i commenti? Cerca Commenti sotto la foto della notizia oppure in basso sullo schermo del tuo smartphone.
Lecce, Di Francesco detta la linea: pressing alto e squadra corta, ma serve saper leggere la partita
Lecce-Bologna, le formazioni ufficiali: ecco il tridente scelto da Di Francesco