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Lequile, finti carabinieri avrebbero convinto un'anziana a consegnare i gioielli per evitare il carcere al figlio, ma l'intervento del nipote e una telefonata al 112 hanno fatto scattare le ricerche. Nella serata di giovedì 15 ottobre, due uomini originari della provincia di Taranto sono stati arrestati dai Carabinieri sulla Tangenziale Ovest di Lecce, vicino allo svincolo per Surbo Scalo. I preziosi, dal valore stimato di circa 500 euro, sono stati recuperati e restituiti.

L'operazione è stata condotta dalla Sezione Radiomobile della Compagnia di Lecce, coordinata dalla Centrale Operativa del Comando provinciale. Decisive, secondo quanto ricostruito dai militari, le indicazioni fornite in tempo reale da un familiare della donna.

La truffa dei finti carabinieri a Lequile: «Suo figlio è stato arrestato»

La vicenda comincia con una telefonata all'abitazione dell'anziana. Secondo l'ipotesi accusatoria, gli interlocutori si sarebbero presentati come appartenenti all'Arma e avrebbero raccontato alla donna che suo figlio era finito nei guai con la giustizia.

Per ottenerne la scarcerazione sarebbe stato necessario consegnare immediatamente denaro o oggetti preziosi a persone che sarebbero passate a ritirarli. Una richiesta costruita per sfruttare la paura della madre e impedirle di verificare la veridicità della notizia.

La donna, convinta dalla storia, avrebbe preparato alcuni gioielli. Non risulta, tuttavia, alcun reale arresto del figlio: si trattava del racconto utilizzato dai presunti truffatori.

Il nipote nota un'auto sospetta e chiama il 112

A cambiare il corso degli eventi è stato l'arrivo del nipote, che ha notato un'automobile sospetta nelle vicinanze dell'abitazione della nonna. Il giovane ha raggiunto la donna e la sua presenza avrebbe spinto i due uomini ad allontanarsi rapidamente.

Durante la fuga, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, i sospettati hanno abbandonato nel giardino una busta contenente i preziosi che erano stati appena sottratti.

Nel frattempo è partita la segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112. Il nipote ha mantenuto il contatto con la Centrale Operativa, riferendo gli spostamenti dell'automobile. Le informazioni, trasmesse subito agli equipaggi sul territorio, hanno consentito di indirizzare le pattuglie verso il veicolo ricercato.

Due arresti sulla Tangenziale Ovest di Lecce, gioielli restituiti

Gli equipaggi della Sezione Radiomobile hanno intercettato il mezzo sulla Tangenziale Ovest, nei pressi dello svincolo per Surbo Scalo. Qui i militari hanno proceduto all'arresto in flagranza dei due occupanti, entrambi provenienti dalla provincia di Taranto.

I gioielli recuperati hanno un valore complessivo stimato di circa 500 euro e sono stati restituiti all'avente diritto. Al termine degli accertamenti e delle formalità di rito, i due arrestati sono stati trasferiti nella casa circondariale di Lecce, a Borgo San Nicola, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Lecce.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L'arresto costituisce un provvedimento di polizia giudiziaria e non equivale a una condanna: la responsabilità penale dei due uomini dovrà essere verificata nelle sedi competenti.

Presunzione di innocenza
Il procedimento si trova nella fase delle indagini. Le contestazioni formulate nei confronti delle persone coinvolte rappresentano l'ipotesi accusatoria e la loro responsabilità potrà essere accertata definitivamente soltanto con una sentenza o un decreto penale di condanna irrevocabili.

Truffe agli anziani, il falso arresto del figlio è un copione ricorrente

La tecnica descritta dai Carabinieri punta su una notizia allarmante — un familiare coinvolto in un incidente o in una vicenda giudiziaria — e sull'urgenza di consegnare denaro o gioielli a uno sconosciuto. Il tempo per ragionare viene ridotto al minimo, mentre la richiesta è presentata come indispensabile per evitare conseguenze più gravi al proprio caro.

È un meccanismo emerso anche in altri casi recenti nel Salento. A Alessano una donna era stata raggirata con la storia di un falso maresciallo, mentre a Lecce era emersa un'altra indagine sulla consegna di gioielli a sedicenti appartenenti all'Arma. Le vicende sono distinte, ma mostrano modalità di pressione psicologica simili.

Nessun Carabiniere, agente delle forze dell'ordine o rappresentante dell'autorità giudiziaria chiede denaro o gioielli per evitare un arresto o ottenere la scarcerazione di una persona. È la raccomandazione ribadita dal Comando provinciale di Lecce.

Come riconoscere una telefonata truffa: i consigli dei Carabinieri

  • Interrompere la telefonata se qualcuno pretende soldi o preziosi facendo leva su un'emergenza familiare.
  • Non consegnare denaro o gioielli a persone sconosciute che si presentano alla porta, anche se sostengono di essere militari o funzionari.
  • Verificare la situazione con il familiare utilizzando un numero già conosciuto, non quello suggerito dal chiamante.
  • Chiamare il 112, preferibilmente da un altro telefono, accertandosi che la precedente conversazione sia terminata.
  • Non aprire a sconosciuti e non comunicare informazioni sulla presenza di contanti o preziosi in casa.
  • Parlare del fenomeno con genitori e nonni, spiegando in anticipo i segnali delle truffe più diffuse.

L'episodio di Lequile dimostra quanto possa essere utile una segnalazione tempestiva e precisa. La collaborazione tra il nipote dell'anziana, gli operatori della Centrale Operativa e le pattuglie ha permesso ai Carabinieri di intercettare il veicolo in breve tempo e restituire alla donna i suoi gioielli.

Il Comando provinciale conferma che proseguiranno le attività di prevenzione e gli incontri informativi dedicati soprattutto alle persone più vulnerabili. In caso di dubbio, l'indicazione resta quella di rivolgersi immediatamente al 112.

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