header logo

La puntata di Report, nella parte che riguarda il Lecce e che dura circa 8 minuti, si apre con un focus sulle commissioni riconosciute ai procuratori nel calcio professionistico. Dopo aver illustrato alcuni dati economici, la trasmissione si interroga sull'effettiva utilità di queste operazioni per i club.

Per sostenere la propria tesi viene intervistato anche un procuratore che però sceglie di non mostrarsi in volto. Fin dalle prime battute il racconto viene costruito attraverso una narrazione caratterizzata da toni cupi, musica di sottofondo incalzante e atmosfere tese che sembrano indirizzare lo spettatore verso una precisa chiave di lettura.

Il punto è che, al di là dell'impatto televisivo, il servizio non sembra portare alla luce elementi particolarmente nuovi. L'obiettivo dichiarato dell'inchiesta sembrerebbe essere quello di analizzare il sistema delle procure e il suo presunto collegamento con le difficoltà della Nazionale italiana. Un rapporto che però appare difficile da dimostrare, considerando che non emerge una correlazione diretta tra le due questioni.

Il Lecce e il rapporto tra Corvino e Ramadani

La parte che riguarda il Lecce si concentra sul rapporto professionale tra Pantaleo Corvino e Fali Ramadani. Nel servizio vengono richiamate alcune operazioni economiche e alcuni movimenti bancari che però fanno riferimento al 2018 o al 2019, periodo nel quale Corvino non lavorava per il Lecce ma era impegnato alla Fiorentina.

report
un frame del servizio realizzato sul Lecce

Nel corso dei sei anni trascorsi da Corvino in giallorosso, le operazioni riconducibili a calciatori assistiti da Ramadani che vengono riportate nella stessa scheda mostrata da Report risultano essere sostanzialmente tre: Wladimiro Falcone, Marin Pongracic e Medon Berisha.

Si tratta di operazioni note e realizzate alla luce del sole, all'interno dei normali meccanismi del mercato calcistico.

Le parole di Sticchi Damiani

Intervistato dalla trasmissione, il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani ha spiegato le ragioni che hanno portato il club a costruire negli anni una Primavera composta da numerosi calciatori stranieri.

Fa scalpore ma è una conseguenza di alcune criticità su cui bisognerebbe interrogarsi. Il Lecce veniva in quegli anni da alcuni anni di Serie C e Serie B. Quando ti manca l'appiglio della Serie A e sei un club di C, i pochi giovani di talento che il territorio può esprimere ti vengono letteralmente rubati dai grandi club.

Alla domanda sul perché il Lecce abbia puntato così tanto sui giovani stranieri, il presidente ha risposto:

Se il Lecce non facesse operazioni di mercato, il Lecce perderebbe ogni anno 10-15 milioni. Quindi siamo sempre alla rincorsa di trovare qualcosa che ci aiuti a equilibrare questo gap iniziale di partenza.

Sul rapporto tra Corvino e Ramadani, Sticchi Damiani è stato altrettanto diretto:

Ci sta che un direttore sportivo abbia dei contatti con i quali si fida di più. Negli anni questo buon rapporto ha portato benefici al club, non ha fatto danni.

I movimenti economici e il tema del conflitto di interessi

Uno dei passaggi centrali dell'inchiesta riguarda un bonifico da 350 mila euro che, secondo quanto riportato dalla trasmissione, nel 2019 sarebbe stato effettuato da Ramadani verso una società riconducibile al figlio di Pantaleo Corvino. È proprio su questo punto che l'intervistatore chiede a Sticchi Damiani se non vi sia il rischio di un conflitto di interessi.

La risposta del presidente è netta:

"Non sono operazioni fatte col Lecce e di conseguenza non è una questione che ci riguarda".

Nel servizio non vengono contestati reati né illeciti. Si parla infatti di movimenti economici tracciati, fatturati e documentati. Per questo motivo il dibattito si sposta più sul piano dell'opportunità che su quello della legittimità.

La domanda che resta aperta

Terminata la trasmissione, resta una domanda: cosa voleva dimostrare concretamente Report?

L'inchiesta ha certamente acceso i riflettori sui rapporti tra direttori sportivi e procuratori, ma non sembra aver portato alla luce fatti nuovi tali da modificare il quadro conosciuto. Al contrario, gran parte degli elementi presentati erano già noti o riguardavano vicende risalenti a diversi anni fa.

Da qui la sensazione, condivisa da molti osservatori, che la tensione generata dalla narrazione televisiva sia stata superiore alla portata delle novità effettivamente emerse nel corso del servizio.

Lecce, nessuna intesa a Vernole tra Corvino e SSD: fumata nera e separazione