Perché non abbiamo ancora visto il vero Joel Monteiro
I motivi per i quali l'esterno svizzero non ha ancora fatto la differenza con addosso la maglia del Lecce
È arrivato verso la fine del mercato. Su di lui tutti hanno riposto grandi aspettative. La società, Di Francesco, i tifosi. Leggendo il curriculum e le esperienze vissute fino ad ora, in effetti, parliamo di un giocatore di livello assoluto, di un affare di calciomercato - la cifra pagata è inferiore al suo vero valore soltanto perché il prossimo anno il suo contratto sarebbe scaduto - di un esterno che può e deve la differenza in Serie A. Eppure, Joel Monteiro ancora non ha brillato e qui oggi vi diciamo i motivi secondo i quali per noi il ragazzo svizzero ha bisogno di un altro po' di tempo per essere decisivo.
Ambientamento alla Serie A
Questo campionato non è facile. Per niente. Anzi, tatticamente è tra i più complicati del mondo ed iniziare da esterno con tanti compiti difensivi non è sicuramente il miglior modo per approcciare ad un nuovo torneo. Contro Cagliari e Monza qualcosa si è vista, mentre contro il Milan il difensore Gila non lo ha lasciato un attimo, seguendolo ovunque in mezzo al campo.
Intesa con i compagni
Ancora non c'è. Ed è normale che sia così. Monteiro fa fatica a duettare con i suoi compagni di reparto ed i centrocampisti fanno fatica a servirlo con i tempi giusti. L'intesa migliorerà con il passare degli allenamenti e delle partite e quando ci sarà tutto potrebbe essere diverso.

Scossone di mercato
L'esterno svizzero sapeva di dover andare via, eppure aveva iniziato molto bene con 3 gol nelle prime 5 partite. Sicuramente l'addio allo Young Boys lo ha sconvolto anche dal punto di vista mentale. Si è ritrovato da un momento all'altro da una squadra che lotta per l'Europa a una che lotta per non retrocedere e fatica a creare azioni offensive.
Il ruolo
Ha sempre giocato da esterno, però Di Francesco gli chiede cose diverse rispetto al passato. Innanzitutto, il tecnico abruzzese vuole che Monteiro ripieghi difensivamente, ma al di là di questo i movimenti sono quelli di un laterale puro, mentre il classe '99 era abituato in passato ad accentrarsi di più per giocare a ridosso della punta. Anche in questo caso è necessario che assorba i dettami tattici del mister.
Insomma, c'è ancora parecchio lavoro da fare ma è giusto aspettare un ragazzo dalle potenzialità e qualità indubbie. Purtroppo, in queste tre settimane Di Francesco potrà lavorare poco con lui dato che è stato convocato dalla Nazionale svizzera, ma al ritorno potrà trovare un ragazzo più consapevole della sua forza e più entusiasta di lottare per questi colori, provando ad incidere fin da subito per il bene del Lecce.

