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Buongiorno, parafrasando il titolo dell’ultimo articolo di Andrea Sperti colgo l’occasione per affrontare una questione che a mio avviso è stata colpevolmente trascurata da tutto l’ambiente GialloRosso.

Ovviamente la prima reazione spontanea è dire: ma cosa serve adesso sollevare questo problema e dare addosso ad un giocatore titolare del Lecce, tra l’altro insostituibile per mancanza di alternative?

Mi soffermo su questa questione per almeno due valide ragioni che secondo me non sono secondarie:

  1. la prima riguarda sottolineare una scelta scellerata fatta dalla società UsLecce che anche se ben consapevole del problema difensivo sull’out di destra all’inizio della nuova stagione ha lasciato fuori rosa il terzino Frédéric Guilbert che al netto dell’età (che dall’altro lato della medaglia significa esperienza) è sembrata più una scelta ‘disciplinare’ che tecnica. Come sostituto è stato preso Christ-Owen Kouassi ma rispedito al mittente già a gennaio perché ritenuto non pronto per la seria A italiana. Con questa querelle si è svelato il piano scellerato della Società cioè imporre a tutti i costi Danilo Veiga, che lungi dal colpevolizzare il ragazzo che cerca di fare sempre il meglio che può in campo ma purtroppo molto spesso le prestazioni sono condizionate dai suoi forti limiti, anche se palesemente già dallo scorso anno si è rivelato un giocatore non adeguato alla massima serie. Qualcuno si prenderà la responsabilità di questa decisione scelerata? Un allenatore può subire passivamente queste imposizioni anche quando sono fondatamente dannose alla squadra? Non si parla di una scommessa che può o no essere vincente, ma di una situazione già nota dal campionato scorso alla quale non si è voluto consapevolmente porre rimedio.
  2. La seconda ragione riguarda una questione di ‘giustizia’ secondo il mio avviso dovuta a Santiago Pierotti. Quest’anno forti sono le critiche verso questo giocatore secondo me del tutto immeritate, al netto dei limiti che può avere. Infatti, e stato continuamente sacrificato per limitare i danni proprio sulla parte destra della difesa perché mal presidiata dai giocatori di reparto. A riprova di questo basta vedere cosa ha comportato la sua assenza in quella zona di campo nella partita con il Como. Questo ha portato Pierotti ad allontanarsi dalla zona d’attacco comportando oltre al sacrifico fisico di dover difendere anche di avere molte meno possibilità in attacco di fare gol e le poche, pochissime occasioni che arrivano, come per gli atri attaccanti, non sono certo comode. Tutto questo ha portato a zero gol (per adesso) per l’argentino con la conseguente etichettatura data dai ‘veri’ tifosi leccesi…numbale.

Ovviamente non ho nessun pregiudizio verso Danilo Veiga e sono sicuro che ci salveremo anche grazie al suo contributo, ma come si dice oramai da millenni si deve “dare a Cesare quel che è di Cesare".

Saluti.

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