Criscitiello: "Pedullà è in difficoltà quando racconta il calciomercato. Ecco perchè..."
Nel corso della trasmissione dedicata al calciomercato, il direttore di Sportitalia traccia un quadro critico del calcio italiano
Le riflessioni sul momento del calcio italiano continuano ad animare il dibattito estivo, tra un mercato che fatica a decollare e le difficoltà economiche che coinvolgono gran parte dei club di Serie A.
Nel corso della trasmissione dedicata al calciomercato in onda su Sportitalia, Michele Criscitiello ha tracciato un quadro particolarmente critico dello stato di salute del sistema calcistico nazionale, soffermandosi sui costi sostenuti dalle società, sul peso crescente dei procuratori e sulle prospettive future del movimento.
Le dichiarazioni di Criscitiello
I club di Serie A non possono dare ogni anno 240 milioni ai procuratori. Roberto Mancini se n'è andato a prendere 30 milioni di euro in Arabia Saudita, ma non può tornare. Siamo contenti di aver scampato un fosso, un pericolo, cioè Sara Gama vicepresidente della FIGC. Qualcuno pensa che il peggio sia già arrivato, invece non è ancora arrivato.
Stiamo attenti ai prossimi due o tre anni. Il calcio italiano è in seria crisi, non abbiamo soldi da investire se non indebitandoci. Pedullà è in difficoltà quando racconta il calciomercato perché non ci sono trattative.
E quando ci sono spesso devono morire sul nascere perché non abbiamo i soldi. Possiamo parlare di notizie di mercato il 1° luglio? Abbiamo speso 70 milioni per un portoghese, Ramos al Milan, ed è molto grave che le squadre italiane si stiano consegnando nelle mani dei procuratori.
Calcio italiano in crisi profonda
Parole che fotografano una visione fortemente pessimistica sul presente e sul futuro del calcio italiano. Secondo Criscitiello, la sostenibilità economica rappresenta oggi il principale ostacolo alla competitività della Serie A, con società costrette a fare i conti con risorse limitate e margini di investimento sempre più ridotti. Un contesto che, a suo giudizio, si riflette inevitabilmente anche sul mercato, caratterizzato da poche operazioni di rilievo e da numerose trattative che non riescono a concretizzarsi per ragioni economiche.
Nel suo intervento, il direttore di Sportitalia ha inoltre puntato l'attenzione sul ruolo degli agenti, ritenendo eccessivo il peso economico delle commissioni sostenute annualmente dai club italiani e sostenendo che il sistema stia progressivamente perdendo autonomia decisionale. Un'analisi severa che si inserisce nel più ampio dibattito sulle difficoltà finanziarie del calcio nazionale e sulla necessità di individuare un modello più sostenibile per il futuro.


