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di TOMMASO MICELI

BLOG | Chi è causa del suo mal, pianga se stesso

Scritto da Redazione  | 
Eugenio Corini

L’articolo che vi proponiamo è stato scritto da un nostro lettore. Quello che segue è l’articolo così come è stato inviato dunque senza correzioni e senza entrare nel merito delle questioni. Al di là del suo contenuto – sia esso o meno condivisibile – ci dissociamo per la natura e la tipologia di scritto. Questo è solo uno spazio messo a disposizione dei lettori che vogliono esprimersi in maniera compiuta e vogliono dare risalto al loro pensiero. 

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di Tommaso Miceli

La storia del calcio italiano è costellata di allenatori che non hanno saputo sfruttare il potenziale tecnico a propria disposizione. Soprattutto è costellata di giocatori di alto livello tecnico sciaguratamente tenuti ai margini. Tre esempi eclatanti per tutti: 

Valcareggi: i famosi 6’ di Rivera (fresco Pallone d’Oro) nella finale di Coppa del Mondo del ’70 contro il Brasile (sconfitti 4-1).

Maldini: l’esclusione di Baggio dalla formazione titolare nella Coppa del Mondo del ’98 nella quale fummo eliminati ai rigori dalla Francia ai quarti di finale (Baggio in quella stagione aveva segnato 22 gol in 30 partite, record personale di marcature in campionato).

Trapattoni: l’esclusione di Montella dalla formazione titolare nella Coppa del Mondo del 2002 nella quale fummo eliminati dalla Corea del Sud agli ottavi di finale (Montella è stato probabilmente il più forte attaccante italiano del dopoguerra dopo Riva, un attaccante con la media di 1 gol ogni 2 partite).

Al cospetto di simili sciagure, le scelte inopinate di Corini sono bazzecole, ma una di esse merita di essere menzionata: pochi giorni fa ho letto su “Pianeta Lecce” che Henderson è stato decretato miglior giocatore del campionato nel mese di aprile. Se nella partita decisiva per tentare la promozione diretta in serie A, tieni in panchina il miglior calciatore del campionato del mese di aprile, o hai Boban, Seedeorf o Davids come sostituti, e allora per carità la scelta ci sta, oppure, se al suo posto schieri Biorkengren meriti di rientrare nella lunga lista degli allenatori masochisti di cui abbiamo citato qualche esempio.

Ma cosa conduce un allenatore ad essere masochista? Non si può dare una risposta identica per ogni singolo caso, ogni caso fa storia a sé, ma c’è un minimo comun denominatore: non rispettare una legge inviolabile del Calcio: i migliori devono sempre andare in campo. Se si viola questa legge, la punizione è quasi sempre inesorabile, perché il Calcio è Arte, e questo molti allenatori moderni lo hanno dimenticato, ma è anche Matematica, e questo molti allenatori moderni lo sanno fin troppo bene, ma alcuni di essi dovrebbero ripassare le tabelline (se vogliono migliorare il tabellino).

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