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Riavvolgiamo il nastro e ritorniamo a due settimane fa. Il Lecce di Baroni era una squadra in salute ed in casa, in un Via Del Mare stracolmo e strabordante di entusiasmo, affrontava il Milan campione d’Italia in carica.

Tutti si aspettavano una partenza arrembante della compagine di Pioli che, nella sfida precedente, aveva buttato al vento 2 punti contro la Roma facendosi rimontare negli ultimi 5 minuti.

Al contrario, però, a fare la partita nella prima frazione di gioco è stato il Lecce. La formazione giallorossa pareva indemoniata ed ha chiuso il primo tempo in vantaggio di 2 gol, sebbene abbia avuto l’occasione di segnare almeno 4 reti. 

Ecco, nell’intervallo di quel match qualcosa è cambiato. Certo, il nostro titolo è per certi versi provocatorio perché parlare di colpa non ha alcun senso. Dato, però, che questa piazza spesso sente l’esigenza di trovare per forza un colpevole, allora forse crediamo, nel nostro piccolo, che queste due ultime sconfitte siano proprio frutto di quei 45 minuti. 

Proviamo a spiegarci meglio. Il Lecce quella partita alla fine l’ha pareggiata. Si è fatto rimontare ma ai punti avrebbe meritato di vincere. Forse ha pagato l’inesperienza o forse, più semplicemente, i rossoneri hanno avuto un moto d’orgoglio e l’hanno rimessa in piedi con la loro qualità. Dopo quel match, in ogni caso, tutti hanno elogiato la formazione giallorossa. Surclassare una diretta concorrente alla salvezza a noi darebbe maggiore soddisfazione ma siamo consapevoli che fermare e rischiare di battere una delle big del calcio italiano rappresenti un biglietto da visita a maggiore impatto mediatico per tutti i nostri calciatori.

Allora Hjulmand è diventato oggetto del desiderio di un club di Premier League, Baschirotto ancora più idolo incontrastato delle folle, Umtiti un campione finalmente ritrovato e tutti gli altri ottimi giocatori, molti dei quali sorprese assolute in questa Serie A. 

Sappiamo bene però che il Lecce non è questa cosa qui. Il Lecce si esalta nelle difficolta e si adagia quando la strada pare spianata. Lo dice la nostra storia ed è successo anche stavolta. Le partite sulla carta meno difficili sono quelle che hanno inflitto le maggiori sofferenze ai tifosi giallorossi, che hanno visto prima un Verona clinicamente morto rifilare due gol a Hjulmand e compagni senza che questi provassero a rispondere e poi una Salernitana che non vinceva da 3 mesi difendere il vantaggio acquisito all’inizio senza troppi patemi.

Dispiace ma forse è necessario tornare con i piedi per terra. Puntare sui giovani porta a questo tipo di rischi ma siamo consapevoli che in Via Costadura questo lo sapessero bene prima di iniziare questa avventura. Mister Baroni, il presidente, i soci, Corvino, Trinchera e tutto lo staff dovranno essere maestri e psicologi, dovranno utilizzare il bastone e la carota per tirare fuori il meglio da questi ragazzi.

Nessuno si aspetta di non perdere mai in Serie A, ma sappiamo che nelle ultime partite abbiamo visto in campo la versione sbiadita del Lecce di Baroni. Pare che questa squadra sia rientrata negli spogliatoi all’intervallo della sfida contro il Milan e da lì non sia più uscita. Forse sarebbe il caso di avvisare i ragazzi: domenica a Cremona non si può sbagliare. 

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