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C’è una verità nel calcio moderno che spesso sfugge ai più romantici: i gol si segnano sul campo, ma il futuro di un club si costruisce nelle stanze della diplomazia istituzionale. E in questo scenario, bisogna dirlo chiaramente, un presidente non vale l’altro. La parabola di Saverio Sticchi Damiani alla guida del Lecce ne è la dimostrazione più lampante, e la metamorfosi del Via del Mare (lo stadio Ettore Giardiniero) rappresenta il suo capolavoro manageriale.

Per anni, quella di intercettare i fondi statali legati ai Giochi del Mediterraneo è stata un’attività lunga, silenziosa, a tratti estenuante. Un lavoro di cesello sottovalutato da molti, ma che oggi restituisce alla comunità giallorossa una certezza: una pioggia di milioni che l'abilità del dirigente giallorosso ha saputo dirottare nel Salento, sottraendoli alla concorrenza di altre città e strutture, ridisegnerà completamente il volto del calcio leccese.

Il progetto non è un semplice maquillage. Parliamo di uno stadio all'avanguardia e, soprattutto, finalmente coperto. Un dettaglio non da poco per una tifoseria che per decenni ha sfidato le intemperie e che ora potrà godere di un impianto moderno, civile, europeo. Un’eredità di cui i tifosi salentini beneficeranno per le generazioni a venire.

Ma l'intuizione più felice sta nella visione a lungo termine. L'Ettore Giardiniero non sarà più una cattedrale nel deserto aperta solo ogni due domeniche. L'idea portante è quella di un centro attrattivo per tifosi e non tifosi, vivo 365 giorni all'anno, capace di riappropriarsi della sua storica vocazione per i grandi concerti e, soprattutto, di tornare a ospitare il calcio internazionale e la Nazionale.

Un miracolo economico e infrastrutturale di questa portata, però, non si fa da soli. Il vero merito di Sticchi Damiani è stato l'aver saputo "fare squadra" oltre il rettangolo verde, orchestrando una sinergia istituzionale perfetta. I ringraziamenti della piazza salentina vanno estesi a una filiera di attori che ha remato compatta nella stessa direzione: dal Ministro dello Sport Andrea Abodi al Presidente della FIGC, passando per Giovanni Malagò (già alla guida del CONI), fino a Massimo Ferrarese, Commissario straordinario del Governo per la realizzazione degli interventi dei Giochi. Fondamentale, inoltre, il peso politico impresso da Raffaele Fitto, già Vicepresidente della Commissione europea con delega alle riforme e Ministro degli affari europei, e la costante collaborazione dell'amministrazione comunale del capoluogo salentino con in testa il sindaco Adriana Poli Bortone.

Tutti hanno fatto la loro parte. In un Paese spesso bloccato dalle lungaggini burocratiche e dai campanilismi, Lecce dimostra che quando la competenza professionale incontra la lungimiranza politica, le risorse arrivano. E restano sul territorio. Il nuovo Via del Mare non sarà solo un monumento all'ambizione del Lecce Calcio, ma il simbolo di un intero territorio che ha imparato a vincere anche fuori dal campo.

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