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L’11 settembre 2001 è una data che ha cambiato la storia contemporanea. Anche il calcio, inevitabilmente, venne travolto dalle immagini che arrivavano dagli Stati Uniti. In quelle ore il Lecce di Alberto Cavasin stava vivendo uno dei momenti più promettenti del proprio avvio di stagione: appena due giorni prima aveva vinto a Piacenza e si preparava alla trasferta di Brescia. 

9 settembre 2001: Giacomazzi trascina il Lecce a Piacenza

La domenica precedente agli attentati, il 9 settembre, il Lecce aveva affrontato il Piacenza al Garilli nella seconda giornata di Serie A.

La squadra di Cavasin era partita con Chimenti; Stovini, Popescu, Savino e Cirillo; Giacomazzi, Piangerelli, Conticchio e Tonetto; Vugrinec e Cimirotic. Il Piacenza era passato in vantaggio alla fine del primo tempo con Gautieri. 

Nella ripresa arrivò la svolta. Cavasin modificò l’assetto della squadra e avanzò la posizione di Guillermo Giacomazzi. Una scelta determinante: l’uruguaiano pareggiò al 67’ e all’86’ completò la rimonta su un cross di Tonetto.

Il Lecce vinse 2-1 davanti a circa 1.500 sostenitori giallorossi arrivati a Piacenza. La cronaca de l’Unità del 10 settembre sottolineava proprio il peso delle modifiche tattiche effettuate da Cavasin nella ripresa. 

Era la prima vittoria del campionato.

All’esordio, il 26 agosto, era arrivato l’1-1 casalingo contro il Parma, con Chevanton subito a segno. Dopo due giornate il Lecce aveva quindi raccolto quattro punti e i due nuovi uruguaiani avevano già cominciato a mostrare quello che avrebbero rappresentato negli anni successivi. 

L’11 settembre arriva anche un comunicato ufficiale sul Lecce

Esiste un documento che lega direttamente l’U.S. Lecce alla data 11 settembre 2001. È il Comunicato Ufficiale numero 59 della Lega Nazionale Professionisti, pubblicato a Milano proprio quel giorno.

Nel documento viene ufficializzato il risultato: Piacenza-Lecce 1-2 e vengono comunicate le decisioni del Giudice Sportivo relative alla seconda giornata. Per il Lecce arrivò un’ammenda di 5 milioni di lire.

La motivazione era doppia. Secondo il documento ufficiale, alcuni sostenitori giallorossi avevano lanciato tre bengala all’interno del recinto di gioco durante la partita di Piacenza. Inoltre, alla società veniva attribuita responsabilità oggettiva perché la squadra si era presentata in ritardo, facendo iniziare l’incontro con un minuto di ritardo.

Nello stesso comunicato compare anche Gheorghe Popescu, ammonito per comportamento scorretto nei confronti di un avversario: era la sua prima sanzione disciplinare del campionato. 

Il documento porta in fondo una dicitura che oggi assume un significato particolare:

«Pubblicato in Milano l’11 settembre 2001».

Poi, alle 14:46 italiane, il calcio diventa irrilevante

Poche ore dopo qualsiasi discussione su risultati, multe o classifiche perse improvvisamente importanza.

Alle 14:46 italiane il primo aereo colpì la Torre Nord del World Trade Center. Le immagini provenienti da New York cominciarono a essere trasmesse in diretta dalle televisioni di tutto il mondo.

Quella sera la UEFA decise inizialmente di non sospendere le partite di Champions League già in programma. Roma-Real Madrid venne così disputata all’Olimpico in un’atmosfera descritta come surreale, con minuto di silenzio e lutto al braccio. Fabio Capello dichiarò poi che sarebbe stato giusto non giocare. 

Il 12 settembre il calcio europeo si ferma

Il giorno successivo la UEFA cambiò posizione. Il 12 settembre vennero rinviate le altre gare di Champions League e le partite di Coppa UEFA previste nei giorni successivi. La decisione arrivò dopo le fortissime critiche provocate dalla scelta di giocare la sera precedente. 

La conseguenza non riguardò soltanto le competizioni europee. Il terremoto provocato sul calendario UEFA avrebbe infatti modificato anche quello della Serie A.

Anche Lecce-Perugia viene spostata per effetto dell’11 settembre

La sesta giornata di Serie A era prevista per mercoledì 10 ottobre 2001. Ma l’UEFA ricollocò proprio in quella data alcune partite europee rinviate dopo gli attentati. Il 14 settembre la Lega decise quindi di spostare l’intero turno di campionato al 19 dicembre

Per il Lecce significò il rinvio di Lecce-Perugia. Quella partita venne effettivamente disputata oltre due mesi dopo, il 19 dicembre, e terminò 2-3 per gli umbri: Chevanton e Conticchio segnarono per i giallorossi, mentre a decidere la gara fu nel finale uno sfortunato autogol attribuito a Chimenti. 

Un effetto sportivo dell’11 settembre che rimase quindi nel calendario del Lecce fino alla vigilia di Natale.

16 settembre: Brescia-Lecce nel lutto per le Torri Gemelle

Ma il collegamento più forte tra il Lecce e quei giorni arrivò domenica 16 settembre 2001. Cinque giorni dopo gli attentati, il campionato di Serie A tornò in campo.

Per manifestare solidarietà alle vittime, le partite domenicali della terza giornata iniziarono 15 minuti più tardi rispetto all’orario previsto. Anche Brescia-Lecce venne quindi inserita in questo clima di raccoglimento.

Il Brescia compì inoltre un gesto particolarmente visibile: contro il Lecce utilizzò una maglia priva degli abituali sponsor, proprio in memoria delle vittime degli attentati di New York. L’esistenza di quella divisa è documentata anche dagli archivi di memorabilia e da una maglia di Roberto Baggio utilizzata in quella partita. 

Chevanton segna, Baggio pareggia al 93'

Sul campo il Lecce giocò una grande partita.

Cavasin schierò: Chimenti; Savino, Popescu, Stovini; Balleri, Conticchio, Piangerelli, Tonetto; Giacomazzi; Vugrinec, Chevanton. Di fronte c’era il Brescia di Carlo Mazzone, con giocatori come Bonera, i fratelli Filippini, Tare e soprattutto Roberto Baggio

Al 13’ Javier Chevanton portò in vantaggio il Lecce. I giallorossi riuscirono a conservare l’1-0 praticamente fino alla fine, ma al 93’ Roberto Baggio trovò il gol del pareggio. Brescia-Lecce terminò 1-1

Era il secondo gol di Chevanton nelle sue prime due presenze in Serie A. Due giornate prima anche Giacomazzi, con la doppietta di Piacenza, aveva segnato due reti nelle prime due presenze nel massimo campionato. 

Un Lecce che stava scoprendo Giacomazzi e Chevanton

Riguardata venticinque anni dopo, quella settimana rappresenta anche una piccola fotografia di quello che sarebbe diventato il Lecce degli anni successivi. 

Il 9 settembre Giacomazzi aveva deciso la trasferta di Piacenza con una doppietta. Il 16 settembre Chevanton segnò a Brescia.

Erano appena arrivati dall’Uruguay e sarebbero diventati due dei calciatori più rappresentativi della storia moderna del club. In quella stagione avrebbero realizzato complessivamente 18 dei 36 gol segnati dal Lecce in campionato: 11 Chevanton e 7 Giacomazzi.  In mezzo a quelle due partite c’è l’11 settembre.

Una giornata nella quale il Lecce compare ancora nei freddi documenti della Lega per una vittoria, un’ammonizione e una multa da cinque milioni di lire. Poi, nel giro di poche ore, quelle notizie smisero completamente di avere importanza.

Cinque giorni dopo, quando il pallone tornò a rotolare a Brescia, anche Lecce-Brescia divenne indirettamente una delle immagini sportive italiane di quei giorni: calcio giocato in ritardo, segni di lutto e una maglia spogliata degli sponsor mentre il mondo cercava ancora di comprendere ciò che era accaduto.

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