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Quattro anni e mezzo al fidanzato fortemente violento. La condanna è stata inflitta a un ragazzo di 26 anni del Sud Salento per violenza sessuale aggravata e continuata.
 

Gli abusi si sarebbero consumati nell’arco di cinque mese: tra agosto e dicembre del 2019. Stando alla querela della ragazza, la vittima sarebbe stata portata e costretta a subire rapporti sessuali contro la sua volontà, quando era ancora minorenne. E che per quegli abusi rimase incinta.

Gli avvocati del ragazzo hanno sempre sostenuto che i rapporti erano consensuali e sono pronti a presentare ricorso in appello appena saranno pubblicate le motivazioni dei giudici.

Rete Nazionale Antiviolenza a sostegno delle donne vittime di violenza

È un progetto a sostegno delle donne vittime di violenza che offre un servizio di "call center", mediante il numero telefonico:

«1522»

Gli operatori forniscono alle vittime, assicurando loro l'anonimato, un sostegno psicologico e giuridico, nonchè l'indicazione di strutture pubbliche e private presenti sul territorio a cui rivolgersi. 
Il servizio multilingue, attivo 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, dà una prima risposta immediata alle vittime e contribuisce all'emersione delle richieste di aiuto preferite dalla garanzia dell'anonimato.

È disponibile il cartello recante il numero verde di pubblica utilità per il sostegno alle vittime di violenza e stalking 1522 che le amministrazioni pubbliche - di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001 – Devono esporre, in modo visibile al pubblico, nei locali dove si erogano servizi diretti all'utenza entro 60 giorni dalla pubblicazione del DPCM 30 ottobre 2020 in Gazzetta Ufficiale (21 dicembre 2020).

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