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In queste ore si sta parlando molto del possibile ritorno anticipato di Francesco Camarda al Milan già a gennaio, notizia rilanciata anche dal collega Schira. Tuttavia, la situazione non è così immediata come appare, né tantomeno già definita.

Bisogna innanzitutto premettere che, al momento, la questione non è tecnica, ma fisica: bisogna fare i conti con l'infermeria. Il ragazzo è attualmente fermo per infortunio e, come spesso accade quando un calciatore è in prestito, la gestione del recupero è un delicato gioco di equilibri. Sebbene il ragazzo si trovi a Lecce, il controllo del cartellino resta del Milan, che mantiene l'ultima parola su ogni decisione clinica e professionale.

Qual è, dunque, il punto della situazione? Al momento il ragazzo sta proseguendo le terapie. Se consideriamo che qualche giorno fa la prognosi era di due settimane, oggi mancano circa dieci giorni al possibile rientro. È un tempo prezioso in cui la priorità assoluta rimane una sola: rimetterlo in sesto.

La verità è che non esiste ancora una decisione definitiva. Solo quando Camarda avrà terminato le cure e si capiranno le sue reali condizioni fisiche, le due società si siederanno a un tavolo. A quel punto il Milan dovrà valutare la scelta strategica di riportarlo a Milanello, ma non potrà farlo unilateralmente: il consenso del Lecce è fondamentale. Il ragazzo, infatti, non è in prestito secco: i salentini vantano un diritto di riscatto e, se il Milan volesse riportarlo "a casa" a tutti i costi, dovrebbe risolvere anticipatamente il contratto e, di conseguenza, onorarlo economicamente.

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