Due mosse per dare scacco matto...alla serie B
Dal ballottaggio Helgason-Coulibaly fino alla proposta offensiva con Sottil: l’analisi sulle ultime due sfide decisive per la salvezza del Lecce
Il testa a testa a distanza con la Cremonese vede il Lecce in leggero vantaggio di classifica, un punto in più, e in leggero vantaggio con il calendario: infatti, la prossima giornata vedrà le due contendenti affrontare avversari di livello simile, Sassuolo e Udinese, mentre l’ultima giornata è, almeno sulla carta, favorevole ai salentini, che ospiteranno un Genoa già salvo, mentre la Cremonese dovrà vedersela contro il fortissimo Como, che sarà probabilmente ancora in lotta per una storica conquista dell’ammissione alla Champions League.
Dunque, da queste premesse, potremmo dedurre un cauto ottimismo, ma in realtà ben sappiamo che il calcio si è spesso fatto beffe di simili calcoli e, quindi, la cosa migliore è cercare di conquistare almeno 3 punti nelle prossime due partite, i quali dovrebbero essere ragionevolmente sufficienti per la permanenza in A (in questo caso, infatti, la Cremonese dovrebbe fare 4 punti per raggiungere il Lecce, con conseguente spareggio, e 6 per superarlo: la prima ipotesi è difficile, la seconda improbabile).
Per poter conseguire gli agognati 3 punti, io suggerirei due semplici correttivi al nostro stimato mister Di Francesco:
Affidare il ruolo di “cerniera” fra centrocampo e attacco a Helgason, in quanto Coulibaly è palesemente inadatto: è lento, tecnicamente rude e con poche idee creative. Schierare un incontrista alla trequarti è “contro natura” e non produce benefici effetti alla manovra d’attacco, che risulta ingolfata e poco incisiva. Helgason è il centrocampista, fra quelli disponibili, che meglio può svolgere il ruolo di “cinghia di trasmissione” fra i mediani, gli esterni d’attacco e la punta.
Come si è detto nella nostra premessa, per poter avere almeno buone possibilità di rimanere in A, servono almeno 3 punti: questo significa che due pareggi sarebbero troppo rischiosi, quindi bisogna provare a vincere anche contro il Sassuolo e, pertanto, suggerirei di potenziare la forza offensiva inserendo, oltre a Helgason, anche Sottil al posto di Pierotti. So bene che Pierotti è molto caro a mister Di Francesco per il suo assiduo lavoro di sacrificio in fase di ripiegamento, ma adesso è il momento di osare, di rischiare, di vincere… e quindi Sottil è certamente più indicato.
In conclusione, questa è la mia proposta di formazione per le prossime due “finali” per la permanenza in A: Falcone fra i pali – Siebert e Tiago Gabriel difensori centrali – Gallo e Vega difensori esterni – Ramadani e Coulibaly mediani – Banda e Sottil esterni di centrocampo – Helgason trequartista – Cheddira centravanti.
Mi permetto sommessamente di ricordare a mister Di Francesco che adesso è il momento del coraggio! Bisogna vincere almeno una delle prossime due partite e sarà difficile farlo senza modificare l’assetto offensivo che ha prodotto il peggior attacco della Serie A. Mi permetto di ricordare a mister Di Francesco che tutte le squadre che, nella storia del calcio, hanno lasciato un segno sono state a trazione anteriore. Finanche il Milan di Nereo Rocco, al quale è stata affibbiata l’impropria nomea di catenacciaro, nella finale di Coppa dei Campioni del 1969, vinta 4-1 contro la giovane Ajax allenata da Rinus Michels, schierava un trequartista (Rivera), un’ala offensiva (Hamrin) e due attaccanti (Sormani e Prati).
Forza Di Francesco! Forza Lecce! Andiamo all’A…ttacco!


