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I numeri sono utili per vedere le cose dall’alto, con maggiore oggettività ed un pizzico di distacco, necessario per scrivere con imparzialità di una squadra della quale si fa il tifo. 

I numeri parlano chiaro e ci dicono che questo Lecce è sparito dopo la vittoria di Bergamo. Quel successo avrebbe dovuto spalancarci le porte della serenità, facendoci vivere una salvezza tranquilla ed, invece, ci ha lasciati terminare in un abisso senza luce, dal quale sembra difficile e complicato uscire.

Nelle ultime 10 partite i giallorossi hanno conquistato solo 4 punti e inanellato una serie di sconfitte consecutive da lasciar sconsolati anche i tifosi più ottimisti. La situazione in zona gol, poi, è peggiorata di gara in gara, con la squadra di Baroni che in queste sfide ha segnato solo 4 volte, 2 delle quali su calcio di rigore contro Udinese e Juventus. L’ultimo gol su azione porta la firma di Assan Ceesay ed è arrivato nel match contro la Sampdoria, una partita nella quale Hjulmand e compagni hanno evidenziato gli enormi problemi offensivi di questa compagine, creando diverse occasioni e sprecandole tutte. 

Adesso stadio Olimpico, Lazio di Sarri e nuova sfida da affrontare. Non sappiamo quale Lecce aspettarci: se quello propositivo e intraprendente ammirato contro la Juventus o quello spaventato ed impaurito visto ieri sera. Fare calcoli adesso è inutile e la partita dell’andata ci insegna che ogni gara va giocata al massimo per provare a conquistare i punti che separano questa formazione dalla salvezza.

Ora conta davvero solo questo. Arriverà il tempo dei giudizi, dell’analisi dei numeri e delle scelte da compiere. In quel momento le cifre saranno fondamentali per capire dove e se intervenire, ma adesso è necessario salvarsi, cercando soluzioni che risolvano i problemi e ridiano serenità ad una squadra in crisi d’identità, oltre che di risultati. 

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