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L'OCCASIONE

Marcin Listkowski, la Serie A come occasione della vita

Scritto da Andrea Sperti  | 

26 settembre 2020. Il Lecce di Corini affronta il Pordenone al Via Del Mare nella prima giornata del campionato di Serie B. I giallorossi sono ancora un vero e proprio cantiere aperto, dato che ci sono parecchi nuovi acquisti e qualche vecchio senatore con le valigie in mano. La gara termina 0 a 0 ma il più vispo dei padroni di casa è, senza dubbio, Marcin Listkowski, esterno d’attacco polacco arrivato dal Pogon Szczecin.

Il biondino salta l’uomo con facilità, chiama spesso la palla e colpisce anche un clamoroso palo con un tiro dal limite dell’area di rigore. 

Corini e Corvino hanno deciso di comune accordo di puntare sul 4-3-3 e nell’idea dei due il classe ’98 giocherà sull’esterno, pronto ad accentrarsi per far valere le sue qualità balistiche. Tutto questo, a dir la verità, sembra l’inizio di una fantastica storia ma non sempre il buongiorno si vede dal mattino, anche se questo si presenta con un sole raggiante.

Listkowski subisce un infortunio muscolare nel match contro la Cremonese ed è costretto ad uscire dal campo. Corini, nel frattempo, si è reso conto di non avere gli uomini giusti per giocare con i tre attaccanti e piano piano stravolge il modo di giocare della squadra, passando ad un più congeniale 4-3-1-2.

Il polacco si perde, non è più quel sorridente biondino visto alla fine da settembre e gioca poco. Ogni volta che tocca il pallone sembra possa accadere qualcosa di interessante ma alla fine chiude la stagione con 16 presenze, due assist e 0 reti all’attivo. 

La scorsa stagione il Lecce cambia guida tecnica. Nel Salento arriva Baroni e questa volta l’ex tecnico della Reggina decide davvero di passare al 4-3-3, con un mercato volto a cercare esterni in grado di giocare allo stesso livello in entrambi le fasi di gioco. L’allenatore giallorosso dimostra di credere in Marcin che, nel frattempo, sembra cresciuto, maturato, non tanto dal punto di vista tecnico, anche perché le qualità non gli sono mai mancate, quanto invece sul piano della personalità, dimostrata finalmente sia in campo che durante gli allenamenti. 

Listkowski diventa quello che Antonio Banderas rappresenta nel “Tredicesimo guerriero”, ossia un soldato forse meno esperto dei suoi compagni ma sempre pronto a sguinare la spada per lottare insieme alla sua truppa. Nel film il protagonista fa parte di un gruppo di normanni inviati a Nord per aiutare il regno, ma in realtà è solo un cortigiano arabo per nulla abituato ad armeggiare spade. Alla fine Ahmed Ibn Fahdlan ( così si chiama il protagonista ) si fa amare da tutti per le sue capacità e diviene indispensabile, proprio come accaduto a Marcin durante questa stagione, la più importante della sua carriera.

Il gol in Coppa Italia nei sedicesimi di finale contro lo Spezia gli ha permesso di sbloccarsi anche a livello realizzativo e tra gennaio e febbraio sono arrivate altre due reti contro Vicenza e Como.

Il ritorno in campo di Di Mariano lo ha costretto a vedere dalla panchina le ultime sfide di questo avvincente campionato, ma Listkowski ha servito la palla del 2 a 0 a Paolo Faragò nel match contro il Pisa, il gol forse più importante di questa pazza e felice stagione.

Adesso non sappiamo ancora i piani del Lecce sul suo conto. Siamo certi, però, che il ragazzo polacco potrà dire la sua anche in Serie A, comportandosi ancora una volta da “Tredicesimo Guerriero”.

 


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