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Finalmente Banda: contro la Samp arma letale dalla panchina

Scritto da Andrea Sperti  | 

In queste settimane abbiamo sempre elogiato il lavoro svolto da Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera in fase di mercato. I due hanno puntato su ragazzi giovani e di qualità, provando a lavorare attraverso le idee ed una filosofia di calcio diversa rispetto a quella degli altri club.

Lameck Banda è stato il fiore all’occhiello del mercato del Lecce, dato che il ragazzo rappresenta un investimento importante per un giovane di proprietà, sconosciuto al grande calcio ma nel quale la società di Via Costadura crede molto.

Il giovane attaccante dello Zambia è arrivato il giorno prima dell’inizio del campionato e già contro l’Inter ha lasciato intravedere le sue enormi qualità, seminando il panico nella difesa nerazzurra in pochissimi minuti.

Nelle prime giornate Marco Baroni lo ha schierato sempre titolare, per sfruttare la sua velocità nelle ripartenze ed il suo dribbling ubriacante. All’inizio i difensori che provavano a marcarlo sembravano spaesati dalla sua potenza atletica ma, con il passare delle giornate, hanno imparato a conoscerlo e limitarlo.

Il classe 2001 è già un giocatore di livello per questa categoria, con tanti pregi e qualche difetto. Di certo deve migliorare nella scelta dell’ultimo passaggio, nella giocata finale prima di servire il suo compagno o calciare verso la porta avversaria.

Nelle ultime due giornate, quindi, Baroni ha deciso di utilizzarlo come arma letale nella ripresa, con le difese avversarie stanche e più spazi nei quali infilarsi. Banda ha risposto alla grande, giocando un ottimo finale di gara contro l’Atalanta, sfida nella quale si è ben disimpegnato anche in fase difensiva, e spaccando letteralmente in due la sfida di Marassi, nella quale ha poi trovato la rete del definitivo 2 a 0, con un movimento perfetto premiato da un fantastico assist di Colombo.

Lameck è stato il primo giocatore dello Zambia a segnare in Serie A, una soddisfazione enorme per un ragazzo che è già nel giro della sua Nazionale. Adesso, in questo mese e mezzo di sosta, dovrà lavorare sodo per migliorare gli aspetti nei quali deve crescere e diventare un giocatore devastante anche dall’inizio.