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LA PARTITA

Esattamente 25 anni fa il Lecce di Ventura ha vinto in nove uomini

Scritto da Andrea Sperti  | 

Chiudendo gli occhi pare di sentirlo ancora quel boato di liberazione del Via Del Mare. In effetti da quel 9 marzo 1997 sono passati ben 25 anni, eppure alcune emozioni resistano al tempo, fermandosi nella mente e nel cuore di ognuno di noi.

Chi c’era non ha potuto fare a meno di esultare come un matto al gol di Casale, perché quella rete, arrivata dopo una partita difficile, combattuta e macchiata da alcune assurde decisioni arbitrali, ha avuto per tutti il dolce sapore della Serie A. In realtà la fine del campionato era lontana , ma quel gol ha convinto tutti di una cosa importante: quel Lecce era una squadra vera che avrebbe lottato fino alla fine per un posto in Paradiso.

I più giovani forse non hanno capito che stiamo parlando di un Lecce-Genoa della stagione 1996-1997, una delle partite più emozionanti giocate dai giallorossi nel loro recente passato.

Quello contro i rossoblù era un autentico scontro diretto, visto che poi la squadra genovese ha chiuso a sole due lunghezzze da quella di Ventura.

I salentini quel giorno sono scesi in campo senza Zanoncelli e Francioso, fermati entrambi dal giudice sportivo, ma chi ha giocato di certo non li ha fatti rimpiangere.

Ad un certo punto, nel finale di gara, le due squadre hanno giocato in 9 contro 10, in una sfida che pareva molto di più una battaglia all’ultimo sangue. Il direttore di gara ha espulso Bachini nel finale di primo tempo e De Patre a 12 minuti dalla fine, eppure i giallorossi hanno sempre provato a vincere quella sfida.

Al minuto 83’, poi, è arrivato il vantaggio giallorosso, firmato da Casale. L’esterno d’attacco è stato servito splendidamente da Palmieri ed ha scaricato il suo perfetto sinistro alle spalle dell’incolpevole estremo difensore avversario. 

Queste le sue parole nell’intervista post partita: 

“Un gol che è servito per vincere la partita ma devo ringraziare Palmieri che è stato grandioso nell’occasione del gol per mettermi la palla davanti a tutti. Sarebbe sempre meglio giocare in 11, ma se i risultati vengono così è meglio giocare in 9”.

Al tripliche fischio finale tutti i giocatori sono andati a festeggiare sotto la Curva Nord. Quella vittoria probabilmente ha dato la spinta decisiva per una storica ed indimenticabile promozione in Serie A. 


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