header logo

Cos’è il calcio oggi? Per alcuni è business, numeri e strategie. Per i tifosi veri, invece, resta solo una cosa: la passione pura, amore viscerale, un sostegno incondizionato contro tutto e tutti, senza calcoli né ipocrisie.

La storia del prof. David Lang lo dimostra.
Professore a Boston, figlio di Marcella, leccese doc, e di padre statunitense, David incarna il significato più autentico dell’essere tifosi: appartenenza, anche quando un oceano separa.

Lo incontriamo per caso a Lecce, mentre sorseggia una birra nel dehors di uno storico bar cittadino, punto di ritrovo di molti sostenitori giallorossi nei giorni di partita. È lì, tra voci, sciarpe e sguardi carichi d’attesa. David è sereno, ma dentro si percepisce quella tensione dolce che solo il calcio sa regalare: speranza mista a timore, emozione allo stato puro.

Indossa la maglia numero 14 di un giovanissimo Mirko Vučinić della stagione 2000/2001, quella per intenderci della doppietta di “Topolino” Vasari all'ultima partita di campionato contro la Lazio, quella vittoria che valse la seconda salvezza consecutiva sotto la guida di Alberto Cavasin. 

David racconta il suo amore per il Lecce con naturalezza, come fosse sempre stato qui. 

Perché in effetti c’è sempre stato. Sin da bambino, grazie alle radici materne, ha seguito da remoto i giallorossi negli anni più belli e in quelli più bui: dall’era Semeraro, la Serie C, le delusioni, le rinascite, fino alla magia della doppia promozione con Liverani per passare ai giorni nostri delle tre salvezze consecutive con Baroni, Gotti e Giampaolo. 

Un viaggio lungo decenni, fatto di fedeltà assoluta.

Ci racconta anche un aneddoto che dice tutto.

È il 3 novembre 2019. David è a Londra, nello splendido Stamford Bridge, per assistere a Chelsea‑West Ham. In contemporanea guarda sul cellulare Fiorentina‑Lecce. 

Due partite, due mondi, un solo amore. 

Andrea La Mantia segna l’1‑0 per il Lecce e vince all'Artemio Franchi.

Fiorentina che vai, Fiorentina che trovi.

Ieri, invece, David era sugli spalti del Via del Mare, a tifare senza risparmio. 

Al gol di Thiago Gabriel ci sono gioia mista a speranza. Perché ogni rete è un sogno che torna possibile.

Tra due giorni David ripartirà per Boston. Tornerà alla sua vita, al suo lavoro, a migliaia di chilometri dal Via del Mare. Ma il Lecce viaggerà con lui. 

Con una speranza nel cuore: vivere ancora un altro campionato di Serie A.

Perché per chi ama il Lecce davvero, sognare non è mai troppo.

Lecce: maxi multa da 10mila euro e Tiago Gabriel squalificato