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Cinquanta e cinquanta. Stavolta niente percentuali sbilanciate, niente provocazioni numeriche come alla vigilia della Roma. Vincenzo Italiano cambia lingua e resta in equilibrio perfetto: "Sarà fifty-fifty, 50 e 50%".

Il messaggio è chiaro: rispetto totale per l’Aston Villa, ma anche consapevolezza dei propri mezzi. Il Bologna arriva all’appuntamento europeo con entusiasmo e memoria fresca: due sconfitte recenti contro gli inglesi, sì, ma in contesti diversi. Ora è tutta un’altra storia.

"Sappiamo quanto è complicata, conosciamo la loro forza ma dobbiamo dimostrare il nostro valore. Ci hanno battuto due volte, ma erano gare secche e al Villa Park. Adesso è diverso, si gioca su 180 minuti e vogliamo giocarci le nostre chance".

È anche la sfida tra due maestri. Da una parte Italiano, ancora imbattuto nei doppi confronti europei. Dall’altra Unai Emery, il re dell’Europa League con quattro trionfi. Un confronto che profuma di tattica e dettagli: "Qualche calcolo in queste sfide va fatto. Sono tosti, quadrati, lo dimostra la Premier. Servirà una gara superlativa".

Il passato di Italiano

Nel racconto di Italiano c’è spazio anche per il passato, quello lontano dalla ribalta: "Alla Luparense ho capito che volevo fare l’allenatore. E oggi, dopo aver scritto la storia qui, possiamo sfidare un mostro sacro come Emery".

Ma il tecnico rossoblù tiene i piedi per terra e guarda anche dentro al campo. Occhi puntati su John McGinn, sempre decisivo nei precedenti: "Giocatore intelligente, cambia ruolo ma resta affidabile. Dovremo stare attenti a lui e a tutti. Ci hanno sempre concesso occasioni: stavolta serve cattiveria per sfruttarle".

Il discorso si allarga poi al calcio italiano, ancora in corsa con il Bologna e la Fiorentina: "Il gap con le inglesi esiste, ma non siamo così distanti. Negli ultimi anni qualcosa abbiamo fatto".

Per sognare le semifinali, che mancano da 27 anni, servirà però invertire il trend casalingo al Stadio Renato Dall'Ara: "Fuori stiamo facendo benissimo, in casa fatichiamo. Speravamo di aver svoltato, ma non è stato così. Lo stadio sarà pieno: dobbiamo farci spingere per espugnarlo".

Accanto a lui, la carica di Lewis Ferguson: "I tifosi ci trascineranno, qui abbiamo già fatto la storia e vogliamo farla ancora".

Europa e poi il Lecce

Europa prima, senza distrazioni. Ma all’orizzonte c’è già il ritorno alla realtà della Serie A, con il Lecce pronto a mettere alla prova ambizioni e concentrazione. Perché il bello dell’Europa passa anche dalla capacità di non perdere il filo in campionato.

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