Il Lecce tiene testa alla Juventus ma paga caro gli errori
Il Lecce crea e lotta fino alla fine, ma contro la Juventus gli errori fanno la differenza.
Il Lecce perde di misura l’ennesima partita contro una “big” del campionato: la Juventus di Luciano Spalletti, pienamente in corsa per conquistare un posto in Champions League nella prossima stagione. I piemontesi sono arrivati al Via del Mare con grande voglia di riscatto dopo aver perso punti in casa contro il già retrocesso Verona e avevano l’obiettivo di ristabilire le distanze da Como e Roma, anch’esse impegnate nella lotta per uno dei quattro posti utili per accedere alla massima competizione europea.
Lo abbiamo sempre detto: quando si affrontano squadre di questo livello, per riuscire a portare via punti devono verificarsi tre condizioni fondamentali: una buona dose di fortuna, avversari che prendano sottogamba l’impegno e una prestazione pressoché impeccabile. Contro i bianconeri non si è verificata nessuna di queste condizioni. Anzi, subire il gol decisivo dopo pochissimi secondi è stato l’esempio emblematico di una serata che si è subito messa in salita.
Il Lecce ha sofferto il gioco della Juventus ma, nonostante questo, ha dato tutto per cercare di recuperare il risultato e, nel corso della partita, ha avuto anche diverse occasioni importanti. Ne abbiamo contate quattro: Cheddira, su splendido assist di Banda, conclude praticamente a colpo sicuro ma trova la grande parata di Di Gregorio; ancora Cheddira, servito da Pierotti, calcia male di piatto a porta spalancata; il tiro di Pierotti, neutralizzato ancora una volta dal portiere juventino; e infine l’occasione più clamorosa, quella capitata a ’Ndri, che fa tutto perfettamente ma, a tu per tu con Di Gregorio, colpisce soltanto l’esterno della rete, dando persino l’illusione del gol.
Ovviamente anche la Juventus, tra gol annullati e un palo colpito, ha avuto diverse opportunità per chiudere la partita. Tuttavia il Lecce, pur con tutti gli errori commessi, ha dimostrato di essere una squadra viva, capace di restare in partita fino all’ultimo minuto.
Dicevamo che, quando si affrontano queste squadre, la loro forza emerge soprattutto nella fase difensiva più che in quella offensiva. I bianconeri hanno ringhiato su ogni pallone, raddoppiando e triplicando le marcature con una ferocia incredibile in tutte le zone del campo. Per imbastire un’azione offensiva bisognava eludere la loro pressione, cosa difficilissima.
La prestazione del Lecce non è stata impeccabile, soprattutto a centrocampo. Mai come in questa occasione i tre della mediana sono apparsi sottotono. Ramadani ha corso tantissimo ma spesso fuori tempo; Ngom, schierato da mezz’ala più avanzata, ha collezionato diversi errori tecnici; Coulibaly, generoso come sempre, è apparso però impreciso e in ritardo in più di un’occasione.
Quello che è balzato subito all’occhio nel corso della gara non sono stati soltanto i duelli vinti troppo spesso dai bianconeri, ma soprattutto i rimpalli scaturiti dagli uno contro uno, incredibilmente quasi sempre favorevoli alla Juventus. In sintesi, per recuperare un pallone giocabile non bastava affrontare avversari fortissimi e motivati: bisognava vincere il duello e anche il rimpallo.
Al netto di tutto, però, la sensazione è che il Lecce sia una squadra viva, molto viva. Restano però alcune scelte di Di Francesco difficili da comprendere. Tra queste anche l’ingresso di Helgason, calciatore praticamente dimenticato per mesi e riproposto proprio in una gara così delicata, nonostante in panchina ci fossero altre possibili soluzioni, sicuramente più rodate.
Poi non si capisce perché, una volta deciso di effettuare una sostituzione ( in questo caso l’ingresso di Gaby Jean per passare alla difesa a tre con il 3-4-3) il cambio non venga eseguito immediatamente. Il giocatore era pronto a entrare ma, prima di concretizzare la sostituzione, è stato richiamato prima da Pinzi, poi da Del Rosso e infine dallo stesso Di Francesco. Ognuno di loro gli spiegava cose diverse? Nel frattempo passavano i minuti e il Lecce subiva persino un gol, fortunatamente poi annullato.
Non è la prima volta che accade nel corso della stagione. Quando un allenatore ha l’intuizione di cambiare qualcosa, perché ha deciso che quella sia la soluzione giusta, la sostituzione dovrebbe essere effettuata senza tergiversare. Succede troppo spesso ed è quasi come se questi ragazzi non sapessero cosa fare, nonostante lavorino con il tecnico da luglio.
Osservando anche le altre squadre, è difficile trovare un allenatore che impieghi così tanto tempo tra la decisione di una sostituzione e la sua effettiva realizzazione.
Ad ogni modo, la sconfitta contro la Juventus, per quanto amara, era ampiamente pronosticabile. Ora il Lecce è atteso dalla trasferta contro il Sassuolo, con un occhio inevitabilmente rivolto anche ai risultati della Cremonese.
Questo campionato si concluderà probabilmente all’ultimo respiro, ma i giallorossi hanno dimostrato di esserci. E se riuscissero a limitare alcuni errori, l’obiettivo fissato a settembre potrebbe ancora essere raggiunto.


