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La Notte della Taranta guarda oltre i confini del Salento e avvia un nuovo percorso di studio e confronto sui patrimoni culturali immateriali. Martedì 24 marzo, ad Aquileia, in provincia di Udine, si terrà il primo appuntamento pubblico del progetto “Dal Salento ad Aquileia”, promosso dalla Fondazione La Notte della Taranta insieme alla Fondazione Aquileia, con la collaborazione delle Regioni Puglia e Friuli Venezia Giulia e dell’Unione Gruppi Folkloristici FVG.

L’incontro, in programma alle 15.30 presso la Sala Conferenze di Palazzo Brunner-Segré, rappresenta l’avvio ufficiale di un percorso di ricerca che mette a confronto tradizioni apparentemente lontane, come la pizzica salentina e la furlana friulana, attraverso un approccio scientifico e multidisciplinare.

Il laboratorio, intitolato “Patrimoni immateriali, tradizioni e fonti storiche: prospettive metodologiche a confronto”, si propone di analizzare il rapporto tra fonti storiche e pratiche culturali, approfondendo temi che spaziano dal rito alla danza, fino ai processi contemporanei di trasmissione delle tradizioni popolari.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali dei rappresentanti locali e delle fondazioni coinvolte, seguiti dall’introduzione del progetto affidata a Fanny Bortone dell’Università del Salento.

La prima sessione sarà dedicata a una tavola rotonda coordinata dalla professoressa Daniela Castaldo, con interventi di studiosi provenienti da diversi ambiti, tra cui musicologia, antropologia e storia. Tra i temi affrontati, le origini del cristianesimo nell’Adriatico, la storia della furlana e il ruolo delle associazioni culturali nella trasmissione delle tradizioni.

La seconda parte dell’incontro sarà invece incentrata sul dibattito, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso di ricerca e individuare nuove prospettive di sviluppo tra studio accademico e attività sul territorio.

Un’iniziativa che rafforza il ruolo della Notte della Taranta non solo come evento simbolo del Salento, ma anche come progetto culturale capace di dialogare con altre realtà italiane, valorizzando il patrimonio immateriale in una dimensione sempre più ampia.

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