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Nel corso della scorsa puntata di PL Night Show è intervenuto l'ex arbitro Gianpaolo Calvarese che intervistato da Andrea Sperti e Filippo Verri, ha risposto ad alcune domande inerenti l'errore di Marinelli e più in generale sulla classe arbitrale. 

L'errore di Marinelli in Monza-Lecce può essere rimediato dall'intervento del giudice sportivo?

“Arbitro e Giudice Sportivo sono due gradi diversi di giudizio. L'arbitro produce il referto, non il giudizio. Non è possibile pensare che il Giudice Sportivo possa fare qualcosa di diverso dal prendere in considerazione il referto, non è mai successo. Il Giudice Sportivo, che conosco e stimo, fa un altro lavoro. L'arbitro, invece, è giudice di campo, di gara. Da un punto di vista procedurale la sentenza dell'arbitro è giusta, poi nel merito si può discutere, ma la procedura fila. Non c'è nessun argomento per fare ricorso, sono errori. Ritengo Marinelli un ottimo arbitro che deve ancora crescere: ha commesso un errore. Se c'è un calcio di rigore ed il calciatore lo sbaglia è un errore come un errore dell'arbitro. Capisco il rammarico lato Lecce. Anch'io sono capitato in errori come il mio ex collega. Col VAR c'era la possibilità di andare a sanare. Per me il fulcro di tutto era l'attitudine a fare male, che non c'era proprio. Si sono focalizzati sul punto di contatto senza pensare all'attitudine, che è un fondamento dell'espulsione”.

Può cambiare qualcosa riguardo alla comunicazione degli arbitri?

“Sono favorevole a tutto ciò che riguarda la comunicazione. Il covid per me è accelerato questo processo e nel 2023 la comunicazione è fondamentale. Si stanno facendo passi avanti, bisogna dirlo. Prima nessuno constatava un errore; è un percorso dove bisogna stare attenti, tutto il canale deve funzionare. Si sta facendo e si farà questo percorso, è lento perché non è facile cambiare. Succede che andando di corsa si possa sbagliare. Siamo tutti favorevoli”.

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