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⏩ Che sistema di gioco adottare?

Roberto Piccoli, decisivo contro il Bologna in pieno recupero, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

La sua carriera

Spezia, Genoa, Verona, Empoli e Lecce. E sono ancora della Dea. A La Spezia sono stato sfortunato. Mi feci male, due infortuni ai flessori. A Verona è stato forse il periodo più difficile. A Empoli è andata bene. Lunedì li ritrovo in una sfida molto delicata.

Nell'Atalanta guardavo tanto i movimenti di Zapata, abbiamo caratteristiche simili, ma anche giocatori come Ilicic e Muriel. Sono stato lì da piccolo. Dopo la Tritium. Sono nato a Bergamo e mi sento bergamasco.

Tra presente e futuro a Lecce

Piccoli e Trinchera

Ci sto bene, vivo in centro, adoro il pasticciotto... se la gioca con i miei casoncelli bergamaschi come preferenza. Io e Sansone sappiamo che dobbiamo contenerci. Ogni tanto viene la mia ragazza, Carlotta, che fa l’università. Io devo finire le superiori e prendere il diploma di liceo scientifico a cui tengo. Anche i miei genitori vengono spesso a trovarmi. 

Ma prima di certe gare voglio stare solo. Domenica ero solo ed è finita splendidamente. Difficile dire se potrò stare qui a lungo, anche se mi piace. Non programmo mai, sono dell’Atalanta e a queste cose pensa il mio agente Beppe Riso che mi dà garanzie. Sicuramente sto lottando per impormi, per dare tutto me stesso, per il Lecce, per questo club, per i tifosi. È una piazza calda, che merita.

Come lo ha convinto Corvino?

Mi ha chiamato e mi ha convinto. So che è un fenomeno, so che ha scoperto tanti campioni. Quando mi ha parlato mi ha detto: “qui ti rilanci e ti puoi prendere quel che ti spetta”. Ho già capito che è vero quello che si dice a Lecce che qui piangi due volte: quando vieni, ma soprattutto quando te ne vai.

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