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I calciatori possono far ricorso a numeri particolari. Nel Lecce, capitan Hjulmand ha il 42, ad esempio. C'è però un numero che ora non si potrà più usare sia in Serie A che nei campionati inferiori, ovvero l'88.

Questa decisione arriva direttamente dal governo: ai giocatori sarà vietata dunque la maglia numero 88 che sparirà di fatto dai campi di calcio. Ma perché i vertici del Paese hanno deciso di rimuovere questo numero? Come riporta fanpage, tutto rientra nelle previsioni contenute nella dichiarazione di intenti per la lotta contro l'antisemitismo sottoscritta al Viminale.

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha infatti affermato: 

"Nel codice etico delle società viene recepito il riferimento alla definizione internazionale di antisemitismo. C'è quindi il divieto dell'uso da parte delle tifoserie di simboli che possano richiamare il nazismo; la responsabilizzazione dei tesserati a tenere un linguaggio non discriminatorio in tutte le manifestazioni pubbliche; la definizione delle modalità di interruzione delle partite in caso di episodi di discriminazione. Sarà inoltre valutato positivamente l'atteggiamento proattivo delle società in questo campo".

Il numero 88 è stato storicamente utilizzato all'interno dei gruppi neonazisti per simbolizzare il saluto. Si è voluto dunque cancellare del tutto ogni possibile riferimento al nazismo.

I numeri 88 nella storia

Un caso noto è quello di Gigi Buffon ai tempi della sua prima esperienza al Parma: non potendo indossare la casacca 00 (con un riferimento agli attributi in stile NBA), l'estremo difensore optò per una doppia coppia di 0 con l'88 (quattro attributi). La maglia numero 88 è stata anche indossata da Pasalic all'Atalanta (che ora sarà costretto a cambiare numero) da Borriello alla Roma, da Hernanes all'Inter e recentemente anche da Diego Perotti alla Salernitana. Una scelta fantasiosa che ora non sarà più ammessa.

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