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Il risiko delle panchine è entrato nella sua fase decisiva. Le tessere, una dopo l’altra, stanno andando al loro posto e la Serie A 2026-27 prende forma tra conferme pesanti, ritorni di lusso e giovani tecnici pronti al salto definitivo. Manca ancora qualche annuncio ufficiale, ma il mosaico è ormai quasi completo.

La bomba l’ha sganciata il Napoli, che ha deciso di ripartire da Massimiliano Allegri. Una scelta forte, quasi “anti-sistema”, per riportare immediatamente gli azzurri nella lotta scudetto dopo una stagione di alti e bassi. A Bologna, invece, nessuna rivoluzione: avanti con Tedesco, premiato per il lavoro svolto e per la crescita europea della squadra.

Anche altre caselle sono state riempite, mentre tante big hanno scelto la strada della continuità. L’Inter conferma Chivu, la Juventus resta con Spalletti, il Como continua il suo progetto ambizioso con Fabregas. Fiducia anche a Pisacane a Cagliari, Gasperini alla Roma, Runjaic all’Udinese, De Rossi al Genoa, Stroppa al Venezia e Alvini al Frosinone.

Situazione definita pure in casa Lecce: sfumata definitivamente la pista Bologna, i salentini sono pronti a proseguire con Di Francesco. La Lazio ha deciso di affidarsi alla grinta e al carattere di Gattuso, mentre l’Atalanta punta sull’esperienza internazionale di Maurizio Sarri per aprire un nuovo ciclo dopo anni di calcio verticale e intensissimo.

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Fabio Grosso

Cambio Fiorentina

Chi invece cambierà sicuramente è la Fiorentina. A Firenze aspettano solo il momento giusto per ufficializzare Fabio Grosso, reduce da stagioni convincenti e ormai pronto a raccogliere l’eredità viola. Di riflesso si muove il Sassuolo, che vuole continuare a proporre un calcio offensivo e moderno. Il nome che stuzzica di più è quello di Alberto Aquilani: l’ex tecnico, arrivato fino alla finale playoff di Serie B, ha conquistato molti dirigenti grazie a una proposta coraggiosa e spettacolare. Oggi è uno dei profili più richiesti del mercato allenatori.

Toro scatenato

Occhio però al Torino, che sembra intenzionato a salutare D’Aversa per puntare con decisione su Ignazio Abate. L’ex Milan è considerato uno degli astri nascenti della nuova generazione di tecnici italiani e piace per idee, personalità e capacità di lavorare con i giovani.

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Cuesta

Rebus Parma

E poi c’è il rebus Parma. Cuesta, il più giovane allenatore della Serie A, si giocherà il futuro in un summit imminente con la dirigenza emiliana. La salvezza conquistata pesa, eccome, ma non tutti sono rimasti convinti dalla qualità del gioco mostrata durante l’anno. Se dovesse arrivare la separazione, il Parma si inserirebbe subito nella corsa ad Aquilani e Abate, già nel mirino di Sassuolo e Torino.

Ma non solo. Sul taccuino dei ducali è spuntato anche un nome internazionale e intrigante: Luis Pinto, 37 anni, tecnico del Vitória Guimarães, considerato uno dei profili emergenti più interessanti del panorama portoghese.

Il valzer continua. E come ogni estate, dalle panchine passerà una buona fetta del destino della prossima Serie A.

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