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Parma, Buffon: "Ho pensato 20 giorni al mio futuro, poi ho scelto Parma"

Scritto da Andrea Sperti  | 

Gianluigi Buffon, estremo difensore del Parma, ha parlato in conferenza stampa, presentandosi nuovamente ai suoi vecchi tifosi:

SCELTA -  “Con questa scelta, l’unico messaggio che ho dato a me stesso, e non agli altri, è quello di conoscermi profondamente e sapere che se non ho coinvolgimento emotivo in quello che faccio, le cose non mi riescono perfettamente come sono abituato. Ho pensato 20 giorni per le opportunità che avevo, poi ho mandato un messaggio a mia moglie e le ho detto che saremmo andati a Parma. Lei non se lo aspettava, ma si fida di me e delle mie sensazioni”.

MARESCA – “Ci siamo sentiti 2-3 volte, ma per aspetti prettamente tattici. Prima avevo bisogno di una ventina di giorni per ricaricare le pile e fare la scelta che poteva emozionarmi di più. Posso dire di essere un portiere forte forte se il mio coinvolgimento è totale, altrimenti rischio brutte figure. Per me Parma è la scelta perfetta e ideale per l’ultima sfida”.

20 ANNI -  “E’ cambiato l’uomo Gigi, inevitabilmente quando passi da 23 a 43 anni c’è una fase di maturazione che se non fosse emersa sarebbe stato preoccupante. Il mio aspetto guascone e irriverente sono riuscito a dominarlo e lo tengo per autoalimentarmi. Ho bisogno di quel ragazzo, di quei sogni”.

RITORNO - “In città non sono ancora stato, sono stato allo stadio e la prima emozione è che sono passati vent'anni ma mi sembrava ieri. Mi è venuta emozione, orgoglio, anche malinconia perchè sono fatto vecchio”.

TIFOSI - “Un messaggio semplice, che la scelta di tornare arriva perché ho il desiderio di condividere con Parma tutta quelli che saranno i risultati della squadra, che spero siano importanti. Nella mia scelta, la loro posizione è stata predominante. Gli attestati di stima sono sempre arrivati ​​quando tornavo, ed ero sempre toccato e mi ha fatto piacere. Io allo stesso modo ho sempre parlato del Parma in maniera entusiastica, ho dato ai parmigiani quanto meritavano. La verità è che in tutte le squadre in cui sono stato sono sempre stato un elemento aggregante, lungi da me dal diventare qualcosa di divisivo, perché altrimenti sarei svanito al primo minuto. Il rispetto, l'amore, la stima vanno conquistati, e da tanti lo sento. Mi sono arrivati ​​tanti messaggi, e mi hanno influenzato”.