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Tanto lavoro ma poco supporto: Ceesay è troppo solo

Scritto da Andrea Sperti  | 

3 gol in 11 partite, 10 delle quali giocate da titolare, e tanto movimento lì davanti. Assan Ceesay è la punta di riferimento del 4-3-3 di Baroni, un attaccante mobile e veloce, che forse andrebbe sfruttato meglio per esaltare le sue innumerevoli caratteristiche.

Lo scorso anno il centravanti gambiano ha vinto la palma di capocannoniere nel campionato svizzero, con lo Zurigo che lo ha messo nelle migliori condizioni per fare gol. Il classe ’94 non ha una tecnica di base sopraffina, sebbene le sue lunghe leve gli permettano di arrivare ovunque e sporcare tutti i palloni, ma sa giocare sulla profondità ed allargare con efficacia le maglie delle difese avversarie.

Il Lecce non ha nella sua rosa un centrocampista capace ad imbeccarlo, eppure a Salerno Ceesay è volato via al suo diretto marcatore, sfruttando un preciso lancio di Hjulmand e segnando un gran gol, proprio alla sua maniera.

Baroni dovrà studiare un modo per farlo sentire meno solo al centro dell’area di rigore e, soprattutto, per evitare che giochi sempre spalle alla porta. Assan è terribile se lanciato con i giri giusti, anche perché davanti alla porta è freddo e sa colpire i portieri avversari.

Chissà che già contro a Juventus il tecnico giallorosso non possa passare al 4-2-3-1, un sistema di gioco nel quale l’attaccante ha un supporto alle spalle. In questo Lecce ci sono diversi giocatori che possono giocare in quella posizione, praticamente da trequartisti: Remi Oudin e Marcin Listkowski hanno quel ruolo nelle loro corde ma anche Pablo Rodriguez potrebbe adattarsi a svariare in quella porzione di campo, più consona ralle sue caratteristiche rispetto ad altre.

Assan Ceesay devo solo pensare a lavorare sodo e segnare quanti più gol possibili per salvare il Lecce e festeggiare a fine anno insieme al popolo salentino.